Non più tardi di due giorni fa, gli economisti di Morgan Stanley hanno fornito nel loro Global Strategy Outlook 2019 una view in generale piuttosto grigia sugli investimenti del 2019 - soprattuto rispetto agli attivi nordamericani - e più in particolare poco ottimista sull'azionario, mantenendo una posizione "neutral" su questa asset class a causa di "tre venti contrari" che a giudizio della banca d'affari "limitano l'entusiasmo per l'equity in generale": un predominante rischio downside per la crescita economica globale, il fatto che si è indebolito notevolmente l'outlook sulla crescita dei profitti; e infine le pressioni derivanti dall'aumento dei salari e dei costi di finanziamento delle società quotate. 



Morgan Stanley cala la scure sulle banche europee

Adesso il broker americano - che nel suo  outlook dichiara una preferenza per l'equity delle regioni esterne agli USA e, in questa macroarea, per il Giappone e gli Emergenti rispetto all'Europa - sembra aver tratto le implicazioni che gli scenari economici tracciati avranno per i titoli delle principali banche del Vecchio Continente, fornendo una lunga serie di aggiornamenti di target price e rating  -  quasi invariabilmente al ribasso - in un report che cita tra i fattori di pressione per il settore i rischi politici e quelli connessi al rallentamento economico e ai cicli del credito.