Dalle voci su un matrimonio in casa tra i due traballanti colossi tedeschi Deutsche Bank e Commerzbank, a quelle sul progetto per creare un campione paneuropeo unendo Unicredit ai francesi di Société Générale, le continue speculazioni su una prossima fase di consolidamento nel settore bancario europeo non hanno per il momento trovato sbocco in alcun deal di rilievo. Secondo gli esperti di UBS, tuttavia, le cose potrebbero presto cambiare. 

UBS: fusioni in vista

In una nuova nota, un team di analisti della banca elvetica guidato da Jason Napier fa notare che le operazioni di M&A sono rimaste fino a questo momento dell'anno ai minimi storici. Tuttavia, in un orizzonte di 12 mesi alcuni dei rumors circolati ultimamente si trasformeranno prevedibilmente in realtà, generando un "aumento significativo delle attività di fusione“; e ciò perché proprio la strada dell'M&A consentirebbe di difendersi meglio dalle pressioni esercitate dalle politiche ultra-accomodanti delle banche centrali e da un probabile aumento degli stock di crediti in sofferenza in pancia agli istituti.  

Un consolidamento che nasce da debolezze

Si tratterà in questo senso, precisa la banca, di "pressioni strategiche ad agire" che non nascono da condizioni di particolare forza: al contrario, si sta sempre più affermando l'idea che molte banche siano troppo deboli per far fronte alle impegnative sfide che il settore deve prepararsi a fronteggiare, a cominciare dal fatto che la redditività del settore bancario potrebbe calare significativamente dai livelli attuali, lasciando in una condizione di particolare vulnerabilità i piani strategici di diversi istituti, i prezzi delle azioni e più in generale il sistema finanziario nel suo complesso.