Con la stagione dei rendiconti in pieno svolgimento, gli obiettivi degli operatori sono oggi concentrati in particolare sulla folta schiera di società finanziarie europee che presentano oggi i loro risultati trimestrali.

Stamattina viene premiato con un rialzo di oltre il 4% l'istituto elvetico Ubs, che ha comunicato di aver archiviato la prima parte dell'anno con un balzo dell'utile del 79%. Pagapegno invece la banca britannica Barclays, che pesa stamane sulla borsa londinese con un calo di oltre il 5% dopo aver riportato un calo dei sui profitti a 190 milioni dai 433 milioni di un anno fa, mentre sempre nel Regno Unito, in attesa che arrivino nel pomeriggio i risultati di HSBC, rivede la luce dopo gli anni bui della nazionalizzazione Royal Bank of Scotland. Supera l'esame infine anche l'iberica Caixabank, che ha comunicato un balzo dell'utile di quasi il 50%.

UBS a gonfie vele

Nel dettaglio dei singoli istituti, i profitti del colosso svizzero Ubs sono cresciuti nel primo trimestre del 79% a 1,3 miliardi di franchi (pari a 1,1 miliardi di euro) dai 707 milioni registrati nell'analogo periodo del 2016: un risultato migliore di quello pronosticato dal mercato (916 milioni di franchi) e legato secondo quanto ha comunicato la stessa banca ai risultato dei rami investment-banking e wealth-management.

Cresce l'utile operativo, salito da 6,8 a 7,5 miliardi di franchi (particolarmente positivo l'utile pre-tasse dell'investment-banking, balzato del 50% rispetto a un anno fa), mentre sul fronte dei ratio patrimoniali il common equity Tier 1 passa dal 14 al 14,1%

Nel frattempo, il CEO Sergio Ermotti ha lanciato un avvertimento al governo inglese: le banche internazionali potrebbero presto essere costrette a mettere in piedi dei piani di trasferimento "imponenti" delle loro attività su suolo britannico, perché il Regno Unito non sta facendo abbastanza per dare sostegno all'industria nellla gestione del complicato percorso della Brexit.