Settima seduta di fila nella quale scende il cross Eur/Usd,  e finalmente il cambio euro dollaro torna sotto quota 1,13. Quindi che significa? Beh che il mercato scommette su altri interventi di Draghi.

Le quasi imminenti elezioni continentali, o meglio, i sondaggi che arrivano dai diversi Stati dell’Unione devono avere indotto il Presidente della Bce ad allargare nuovamente i cordoni della Borsa.

Ed ecco allora le performances dei principali indici di Borsa del Vecchio Continente: Londra (+0,8%), Francoforte (+1,0%) e Parigi (+1,1%), tutto ciò mentre al momento Wall Street è contrastata con il DJ e lo S&P500 di poco sotto la linea della parità, solo il Nasdaq rimane frazionalmente positivo.

Il nostro indice principale ha sfiorato la seduta “all green”, soltanto Fiat (-0,38%), infatti, fra i quaranta titoli che compongono il Ftse Mib (+1,21%) ha concluso le contrattazioni al di sotto della linea della parità.

In luce il comparto bancario, due Popolari hanno occupato i primi due gradini del podio, exploit di Banco BPM (+7,03%) che ha ora come primo obiettivo il ritorno su quota due euro, e Bper Banca (+4,15%) che con il sesto rialzo nelle ultime sette sedute ha fatto tornare in positivo anche la performance YTD.

Terzo gradino del podio per Azimut (+3,98%) che rimbalza su quota 11 euro inviando un buon segnale rialzista dopo alcune sedute di assestamento.

Probabilmente la vittoria in campionato ha giovato a Juventus (+3,07%) che riconquista subito quota 1,3 euro.

Completa la giornata brillante del comparto Ubi Banca (+2,96%) che rimane tuttavia il titolo peggiore (-13,5%) nell’anno in corso.