Capirete bene che non è facile commentare una giornata di Borsa come quella odierna. Oggi è un giorno in cui non solo gli stranieri trovano difficoltà nel capire l’Italia, ma anche gli stessi italiani. Il Governo che sta per formarsi non pare nascere sotto i migliori auspici.

I mercati finanziari, in totale confusione, reagiscono in maniera scomposta, a Londra il Ftse100 (-0,1%) cala in maniera frazionale, a Parigi il Cac (-0,5%) lascia sul terreno mezzo punto percentuale, ma è Francoforte che prende una sbandata, il Dax (-1,4%) viene affossato dalle sue Banche.

In particolare si parla con preoccupazione della situazione finanziaria di Deutsche Bank (-6,6%) mentre per Commerzbank (-2,1%) l’eventuale nazionalizzazione è un’opzione della quale da tempo non si fa più mistero.

In questo tourbillon il nostro Ftse Mib (-0,06%) passa dalle stelle alle stalle per poi finire con un nulla di fatto, recuperando più di 70 punti durante l’asta di chiusura.

Comparti totalmente contrastati non aiutano a capire quel che potrà accadere nei prossimi giorni, si naviga a vista dal momento che siamo finiti dentro un fittissimo banco di nebbia.

Ed allora alla soddisfazione per rialzo di Banco BPM (+2,38%) si contrappone il rammarico per il calo di Mediobanca (-1,90%). All’interno del comparto prevalgono i segni meno con Ubi Banca (-0,95%), Intesa Sanpaolo (-0,26%) ed Unicredit (-0,25%) che concludono la seduta sotto la linea della parità mentre fa registrare in frazionale progresso Bper Banca (+0,02%).