Salgono Milano e Francoforte (+0,3%), scendono Londra (-0,6%) e Parigi (-0,1%). Insomma una seduta interlocutoria sui mercati borsistici europei, nonostante una situazione politica direi quasi incandescente.

La Brexit sembra sempre più vicina, ma l’Europa sembra sempre più divisa. Ora si è arrivati al punto di mettere in discussione anche la Von Der Leyen, mentre cominciano anche ad addensarsi nuvoloni neri sulla Lagarde.

Al momento sorregge tutto Wall Street, le trimestrali, come sempre accade, risultano mediamente migliori delle attese, le operazioni annunciate di Quantitative easing da entrambe le sponde dell’Atlantico infondono fiducia (e liquidità), ed ecco che le quotazioni salgono.

Il nostro Ftse Mib (+0,28%) ha beneficiato degli acquisti che anche oggi hanno riguardato il comparto bancario, tutti i titoli del settore hanno concluso la seduta in territorio positivo e due di essi hanno occupato le prime due posizioni della classifica odierna, si tratta di Banco BPM (+3,11%) ed Ubi Banca (+2,71%), ma anche tutti gli altri titoli del settore hanno messo a segno rialzi superiori al punto percentuale: Unicredit (+1,77%), Bper Banca (+1,46%), Intesa sanpaolo (+1,29%) e Mediobanca (+1,11%).

Torna a salire Nexi (+2,65%), ma occorre segnalare soprattutto il guadagno di Finecobank (+2,02%) che torna a traguardare quota 10 euro, ancora molto lontana dai massimi dell’anno stabiliti nel mese di aprile, ma senza dubbio un traguardo significativo.

Consolida nettamente il posto d’onore che mantiene nella classifica dell’anno Ferrari (+2,00%), classifica che vede al terzo posto Stmicroelectronics (-0,39%), un posto sul podio consolidato, nonostante il ribasso, dal fatto che Poste Italiane (-1,44%) è stata oggi colpita da inevitabili prese di profitto dopo il massimo storico ritoccato alla vigilia.