Continua la guerra del nostro Governo contro l'uso del contante: questa volta sotto forma di bonus per quanti usano bancomat e carta di credito. La soluzione avrebbe lo scopo di agevolare, in tutto e per tutto, l'uso del pagamento tracciato, ma che negli intenti dell'Esecutivo, dovrebbe portare anche ad un incentivo dei consumi di quasi 2 miliardi di euro - l'obiettivo reale sarebbe quello di arrivare ai 3 miliardi di euro - attraverso una serie di agevolazioni per i pagamenti fino ai 5mila euro.

Il bonus bancomat coinvolgerà non solo e soltanto bar e ristoranti, ma potrebbe riguardare anche i consumi del settore abbigliamento e degli elettrodomestici, questi ultimi particolarmente colpiti dal lockdown dei mesi scorsi. E' importante, comunque, sottolineare che al momento ci sarebbero ancora alcuni aspetti da chiarire, come ad esempio la platea di quelli che potrebbero essere i fruitori di questa forma di agevolazione. Il Governo punterebbe a concentrarsi sulla fascia di popolazione con reddito medio e basso.

Bonus bancomat: tutte le aspettative per chi usa la carta di credito

Quali sono le aspettative dei consumatori quando si parla del bonus bancomat? Ma soprattutto cosa possono aspettarsi quanti vadano a fare i propri acquisti e pagano con la carta di credito? Al momento uno dei punti che sarebbe ancora da chiarire riguarda il meccanismo dello sconto: una delle incertezze sulle quali ruota tutto il nodo del contendere riguarda il fatto se si debba utilizzare una nuova card con cui effettuare i pagamenti o se i rimborsi vengano effettuati direttamente nei confronti dei contribuenti. Sicuramente l'Esecutivo vuole appoggiarsi sul fatto che nel corso dei mesi del lockdown la maggior parte dei consumatori si è abituata ad effettuare i pagamenti on line con la propria carta di credito, una modalità di transazione che sicuramente permette un maggiore controllo per contrastare l'evasione fiscale. Continuare ad usare la carta di credito o mettere mano al bancomat è sicuramente più facile da fare, mentalente parlando, in questo particolare contesto storico.

Il bonus bancomat, quindi, entrerebbe a pieno diritto in tutte quelle misure a contrasto dell'evasione fiscale, proseguendo sulla scia delle iniziative che sono partite dal primo luglio con l'abbassamento del tetto dell'uso del contante a 2.000 euro per le transazioni fisiche, che ha portarto ad una serie di critiche da parte delle associazioni degli esercenti.

Bonus bancomat, ma non solo. Usate la carta di credito!

Ricordiamo che proprio per incentivare l'uso del bancomat e della carta di credito il Decreto Fiscale 2020 ha istituito un'apposito credito d'imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate con carta di credito, di debito o prepagate ma per poter usufruire del credito non si dovrà aver conseguito ricavi e compensi per un importo superiore i 400mila euro.

Per poter richiedere questo credito d'imposta gli esercenti non dovranno fare alcunché. Sarà la stessa banca a provvedere a segnalare, entro il ventesimo giorno successivo rispetto al periodo di riferimento, all'Agenzia delle Entrate l'elenco di tutte le transazioni effettuate dal commerciante e l'elenco delle commissioni percepite. A seguito di questa segnalazione verrà comunicata una compensazione da effettuare tramite Modello F24. Nell'utilizzare il credito d'imposta sarà necessario prestare molta attenzione perché:

  • in caso di credito “non spettante” la sanzione è pari al 30% dell’importo del credito erroneamente utilizzato.
  • in caso di credito “non esistente” la sanzione applicabile è tra 100% e il 200% del credito utilizzato e non è ammesso il ravvedimento operoso.

Bonus bancomat: l'importante è non sbagliare i tempi!

Da Confcommercio spiegano che con la crisi che morde le caviglie, c'è solo una cosa da non sbagliare: i tempi. Dopo le polemiche sul decreto di maggio, arrivato poi a giugno, lo hanno capito dalle parti di Palazzo Chigi, che infatti spinge sull'acceleratore per portare il decreto economico di agosto, quello che dovrà destinare i 25 miliardi del nuovo scostamento di bilancio, entro la prossima settimana in Consiglio dei ministri.

Ma la strada è in salita, perché le richieste piombate sui tavoli di Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri sono tantissime e non tutte troveranno spazio nel prossimo provvedimento - spiegano da Confcommercio -. L'obiettivo del governo, oltre alla conferma delle misure per dare sostegno a chi è stato colpito maggiormente dalla crisi Covid, è quella di iniettare nel sistema risorse utili alla ripresa di comparti trainanti, come l'automotive. La conferma arriva direttamente dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli: "di fronte alla crisi del settore non poteva mancare la risposta del governo". Non mancheranno, però, le norme sul lavoro, anche se con qualche modifica significativa al sistema della Cassa integrazione in deroga, per evitare i cosiddetti 'furbetti della Cig'. Al riguardo, la posizione del vice segretario dem, Andrea Orlando, è inequivocabile: "chi l'ha utilizzata facendo lavorare in nero i dipendenti ha rubato e ha tolto risorse a chi ne aveva più bisogno. Spero siano sanzionati come meritano". La stretta arriverà con il nuovo decreto, visto che potranno accedere all'integrazione salariale solo le aziende che ha visto ridurre il proprio fatturato di meno del 20%, versando peraltro un contributo addizionale. Di contro, ci saranno anche gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato, con uno stop alle tasse di almeno 6 mesi. Inoltre, la ministra Nunzia Catalfo annuncia che "sarà potenziato" il Fondo nuove competenze introdotto con il decreto Rilancio, perché le parole d'ordine del ventunesimo secolo dovranno essere formazione e competenza.