A parte una leggera parentesi in territorio positivo, il Ftse Mib resta ancora sotto pressione con un passivo che poco dopo le 16 lambiva il -0,3% (18.922 punti) che confermava l'allontanamento, almeno per il momento, dei 19mila punti, il tutto mentre lo spread ha continuato a risalire, arrivando a 310 punti. Il resto d'Europa non era da meno con il Dax a -0,8%, così come anche il Cac40 mentre il Ftse 100 a sua volta, imitava Piazza Affari con un -0,3%.

Wall Street ci riprova

Da parte sua Wall Street registra un tentativo di rimbalzo con i suoi indici che vedono l'S&P500 poco sopra lo 0,3%, il Dow a 0,5% e il Nasdaq a 0,3%. Il tutto in u momento delicato non solo per l'intero mercato a stelle e strisce reduce dai cali di inizio settimana che a loro volta sono stati l'ultimo colpo di coda di un crollo continuato con alterne vicende, nelle ultime sedute, ma anche per il settore tecno anch'esso bersagliato da profonde vendite. In particolare i timori si sono scatenati dopo la presentazione dei conti di Alphabet e Amazon al di sotto delle attese, soprattutto sul fronte outlook, che avevano scatenato le vendite sul comparto. Ebbene oggi, a mercati chiusi, sarà la volta di un altro gigante del web, Facebook.

La view di Barclays

Intanto guardando alla situazione attuale, Barclays ha pubblicato una nota in cui si evince come, stando alla loro view, le valutazioni, per quanto più appetibili rispetto a inizio mese, non sarebbero ancora arrivate a livelli tali da consigliarne l'acquisto. La situazione è ancora incerta su troppi fronti ed è per questo motivo che il primo consiglio che viene dato dalla banca d'affari è quello di attendere la stabilizzazione dell'intero mercato. Sul banco degli imputati ancora la strategia di normalizzazione della Federal Reserve, strategia che potrebbe essere troppo aggressiva e attuata nei confronti di un'economia come quella statunitense che, di fatto, è effettivamente in una fase di rally particolarmente forte ma che rischierebbe di apparire ancora più forte se paragonata con la fase di rallentamento che invece si registra nel resto del mondo, in generale, e in Europa, in particolare.