Anche questa volta la BCE non ha riservato particolari sorprese al mercato e così al termine del meeting odierno ha deciso di non intervenire sui tassi di interesse. Sempre oggi è stata inoltre formalizzata la decisione, già nota, di interrompere a fine anno il quantitative easing, ossia il programma di acquisti netti di titoli Stato.

Chiusura del QE a dicembre: tassi fermi almeno fino ad estate 2019

Proprio a proposito del QE, il numero uno della BCE ha affermato che a tratti è stato l'unico driver della ripresa economica nell'area euro che non aveva sostegni nà dalla politica fiscale nè dalla domanda interna o nell'export che hanno registrato una ripresa solo nell'ultima fase.

Quanto ai tassi di interesse, il presidente Mario Draghi, nella consueta sessione di domande e risposte con i giornalisti, ha dichiarato che gli stessi rimarranno fermi sui livelli attuali almeno all'estate del prossimo anno e in ogni caso per tutto il tempo necessario a garantire la costante e prolungata convergenza dell'inflazione a livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Necessario accomodamento monetario

Proprio in vista di questi obiettivi Draghi ha spiegato che è ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario, dichiarando altresì che l'opzionialità rimane la prima e principale caratteristica della politica monetaria della BCE.

L'Eurotower dispone di tutti gli strumenti necessari per affrontare eventuali situazioni di difficoltà che dovessero nuovamente presentarsi in futuro.

L'economia UE frena: ecco perchè

Intanto per ora bisogna fare i conti con una frenata della crescita europea, per la quale una delle ragioni, se non la principale, è da individuare nel clima di forte incertezza generalizzata legata a questioni politice e geopolitiche.
Draghi ha parlato di un clima di fiducia nella crescita, ma con una sempre maggiore cautela, segnalando però che i rischi che pesano sulle prospettive possono essere ancora valutati come bilanciati a livello generale.