Il QE continuerà fino al settembre 2016, gli ultimi sviluppi rispecchiano sui mercati finanziari una forte incertezza. La politica resta accomodante in vista di una ripresa che già si intravede nei prossimi mesi. Gli indicatori sono in linea con le previsioni; diversi fattori aiutano la ripresa tra cui la riduzione dei prezzi dell’energia e le misure prese dalla Bce.

Con l’inflazione il cui target resta al 2% sarà importante monitorare ancora l’andamento dei prezzi al consumo. Queste le prime affermazioni del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi nella conferenza stampa che ha chiuso la riunione di politica monetaria, durante la quale si è deciso per dei tassi ancora fermi allo 0,05%.

Inflazione

Intanto le previsioni per il tasso di inflazione della zona euro sono riviste al rialzo per i prossimi 2 anni. Interessante sorpresa per la Grecia: l’approvazione da parte del Parlamento greco delle riforme a tempo di record ha incoraggiato il board della Bce ad aumentare la liquidità di 900 milioni di euro per una settimana.

Anche se si è trovata nella necessità di cambiare la richiesta sui collaterali a garanzia nel momento in cui il deterioramento della qualità degli asset in pancia alle banche elleniche si è deteriorata. Una richiesta che nasce anche dalla necessità di preservare la posizione della Banca Centrale, ormai primo creditore con 130 miliardi di esposizione. Nell’ultimo periodo ci sono stati seri problemi dopo il blocco delle trattative, perciò la Bce, stando a quanto dichiarato da Draghi, ha pensato di applicare criteri di proporzionalità preferendo mantenere la liquidità stabile. Per quanto riguarda la Grexit si tratta di un’eventualità che Draghi non prende in considerazione.