La famigerata Troika composta da Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e BCE ha colpito nuovamente la Grecia il cui governo ha dovuto votare la riforma dell’amministrazione pubblica che riguarda ben 25.000 dipendenti. Senza questa riforma, la Troika minacciava il blocco dei promessi 7 miliardi di aiuti finanziari. La Grecia con il suo 27% di disoccupati è una pentola a pressione ai margini di un’Europa sempre più povera, mal governata e in preda a convulsioni da alto debito pubblico che le politiche di austerity non riescono a sanare.

Il grafico mette in evidenza l’andamento degli indici PIGS di Irlanda, Spagna, Grecia e Portogallo che hanno ripreso la strada ribassista ad eccezione del SEQ20 irlandese.

Guardando in casa nostra, è notizia di mercoledì l’aumento della percentuale di poveri tra la popolazione italiana, mai così alta dal 2005, che include ormai ben 9 milioni di persone con prevalenza nelle regioni del Sud Italia. Gli scandali che stanno emergendo con l’arresto dell’intera famiglia Ligresti, la condanna di Tronchetti Provera, il caso politico Shalabayeva e le dichiarazioni razziste di Calderoli non aiutano certo il mercato finanziario italiano né servono a far ritrovare la fiducia all’investitore privato che non si sente più tutelato neanche verso quei titoli storici finora considerati i pilastri su cui costruire il portafoglio di famiglia (Telecom, Fondiaria, Saipem, MPS, Fiat e così via).

Nel grafico, il nostro indice principale mostra chiaramente lo stallo in cui si trova l’economia reale e la finanza italiana.

Le notizie positive arrivano come al solito da oltreoceano. Mercoledì il discorso di Ben Bernanke ha dissipato ogni residuo dubbio sui tempi e modi dell’ormai famoso piano di “Tapering”, ovvero il graduale ritiro della liquidità immessa con il QE3. Il governatore della Fed ha spiegato che i tempi sono lunghi (si parla ormai del 2015) e comunque dipendono dall’andamento dei dati di inflazione e disoccupazione, che finora resta ben sopra la soglia obiettivo del 6,5%. I chiarimenti hanno nuovamente dato fiato ai mercati americani, con il S&P500 che sta tornando sul massimo di maggio.