Joe Biden parla ormai da nuovo presidente degli Stati Uniti "Torniamo a essere gli Stati Uniti d'America" ha detto nel suo primo discorso dopo la vittoria, "Non ci sono più Stati rossi o blu, sarò il presidente di tutti" ha continuato.

Le borse per il momento sembrano gradire lo sviluppo degli eventi, dopo i forti rialzi della settimana terminata il 6 novembre anche lunedì 9 novembre proseguono al rialzo, complici i buoni dati macro in uscita dalla Cina e dal Giappone e la notizia che il vaccino Pfizer/BioNTech funziona in più del 90% dei casi. La sperimentazione dovrebbe concludersi per la seconda settimana di dicembre. Pfizer si aspetta di poter produrre 50 milioni di dosi già entro il 2020 e 1,3 miliardi di dosi nel 2021. 

Migliora il contesto economico in Asia

In ottobre le esportazioni dalla Cina, calcolate in dollari, hanno registrato un rimbalzo dell'11,4% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al progresso del 9,9% di settembre. Il dato segna il quinto mese consecutivo d'espansione dopo la contrazione del 3,3% di maggio e si confronta con l'incremento del 9,3% del consensus di Reuters. 

Bene anche l'andamento dell'economia giapponese: l'indice anticipatore del Giappone è salito in settembre a 92,9 punti dagli 88,5 punti della lettura finale di agosto, contro gli 88,6 punti del consensus. Il Reuters Tankan, indice che anticipa l'omonimo sondaggio trimestrale della Bank of Japan (BoJ), è invece cresciuto in novembre a -13 punti da -26 punti di ottobre. 

Il proseguimento del rialzo della borsa sembra probabile

Certo, il vecchio detto "buy the rumor, sell the news", che è un modo diretto per spiegare come le borse spesso anticipano con il loro andamento la realizzazione di fatti importanti, probabilmente si applicherà anche in questo caso, ed è probabile che la lunga cavalcata rialzista della ultime sedute venga interrotta da una fase di presa di profitto, ma se nel breve termine qualche aggiustamento sembra inevitabile in un'ottica di più ampio respiro il proseguimento della fase di crescita sembra probabile. 

Ecco quali azioni potrebbero avvantaggiarsi in Italia

L'onda lunga del cambio al vertice alla presidenza degli States arriverà sicuramente anche sulle nostre coste, quali potrebbero essere i titoli in grado di avvantaggiarsi dei cambiamenti in vista e quali invece rischiano di essere penalizzati?

Gli effetti della vittoria di Biden, fermo restando che potrebbe essere una vittoria a metà, nel caso il Senato resti a maggioranza repubblicana, sono sostanzialmente due, un cambiamento nella politica estera che probabilmente porterà a relazioni meno conflittuali con Europa e Cina, e uno nella politica interna, con un aumento della tassazione sugli utili aziendali. A livello interno i mercati si attendono anche che venga schiacciato l'acceleratore sui temi legati all'efficenza energetica e al clima e che si proceda ad un ampio piano di costruzione di opere pubbliche (per le quali la battaglia in Senato, se la maggioranza resterà Repubblicana, sarà comunque un ostacolo da non sottovalutare). 

In generale il comparto delle rinnovabili dovrebbe ricevere nuova spinta, e in Italia avrebbero la possibilità di avvantaggiarsene Enel, ERG, Falck Renewables e tra i titoli minori LU-VE.

Sul fronte della spesa per nuove infrastrutture chi potrebbe trarne un vantaggio sono Buzzi Unicem, Interpump, Prysmian e la meno scambiata Salcef.

Se effettivamente si registrerà un allentamento nelle tensioni commerciali che hanno caratterizzato l'era Trump e verrà rivista la politica dei dazi sia CNH sia STM avrebbero motivo per salire. 

Ecco le azioni che rischiano invece di soffrire

L'aumento della spesa pubblica rischia di avere un effetto indiretto di indebolimento sul dollaro e quindi di penalizzare le aziende esportatrici.

Un incremento della tassazione sugli utili aziendali, ipotesi che fa parte del programma di Biden (aumento delle aliquote dal 21% al 28%, un ritorno al passato dalla riforma delle corporate tax di Trump del 2017 quando le aliquote erano al 35%) danneggerebbe quelle aziende, come Autogrill, FCA e Campari, che hanno una forte esposizione agli Usa. 

Difficoltà potrebbero emergere anche per il settore petrolifero, alla vittoria di Biden rischiano infatti di seguire cambiamenti legislativi che andrebbero ad impattare sulle aziende attive nel fracking, in Italia potrebbe risentirne Tenaris.

(Alessandro Magagnoli)