Non c’è pace per chi viaggia in aereo. O quantomeno per chi vorrebbe tornare a farlo e non ci riesce, nonostante molte tratte nazionali e internazionali siano state riaperte. Al centro della questione c'è sempre lui, il tema del rimborso aereo su cui, ve lo stiamo raccontando da tempo, molte compagnie continuano a speculare. In che modo? Attraverso una campagna che mira a “forzare” i viaggiatori rimasti a piedi causa coronavirus di scegliere il voucher della durata di dodici mesi invece del rimborso totale del biglietto, che invece è previsto e tutelato dalla carta europea dei diritti dei passeggeri.

Rimborso biglietti aerei, scende in campo anche l'Enac

Dopo l’allarme lanciato dallo Studio Legale Gargano con tanto di raccolta di firmare “No ai voucher selvaggi”, dopo il richiamo della Commissione Europea unito a quello dell’Antitrust nei confronti del Decreto Cura Italia, al cui interno si trova un articolo, il numero 88 bis, che di fatto toglie la possibilità di scegliere ai passeggeri, possibilità girata alle compagnie quindi libere di garantire e imporre solo voucher e non più rimborsi in denaro, ecco che a scendere in campo si è aggiunta anche l’Enac, sigla che sta per Ente Nazionale per L’Aviazione Civile

Rimborso biglietti aerei, Enac: sanzioni contro le compagnie che non rispettano le regole

“Stiamo avviando istruttorie per sanzioni a compagnie aeree per mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri” si legge in una nota dell’Ente, in cui si ricorda che "in caso di cancellazioni di voli per cause non riconducibili all'emergenza Covid-19 è previsto il rimborso del biglietto e non l'erogazione di un voucher".

Dunque, si apre un nuovo problema. O se vogliamo, un nuovo tentativo da parte delle compagnie di deviare i propri clienti sui buoni e non sui rimborsi anche quando il coronavirus non c’entra niente. Dai primi riscontri infatti, sono in corso diverse cancellazioni di voli adducendo come causale l’emergenza Covid-19, riconoscendo però ai passeggeri solo e soltanto il voucher, come prevede l’articolo 88 bis della Legge 24 aprile n. 27. Tuttavia, è bene ricordare che dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione dei passeggeri nel territorio nazionale e nell’area di Schenghen, a anche di Regno Unito e Irlanda del Nord. 

Rimborso aereo: "Biglietto annullato causa Covid". Ma l'emergenza non c'è 

Ecco perché “le cancellazioni dopo tale data sembrerebbero operate da scelte commerciali e imprenditoriali dei vettori, non da motivi riconducibili all’emergenza”. Insomma, non c’è nessuna emergenza, eppure le compagnie continuano a usare la pandemia per incassare i soldi dei biglietti e lasciare che i viaggiatori scelgano una nuova data per il viaggio, che spesso comporta non pochi disagi. Anche perché in questo caso, dopo pochi giorni o poche ore dalla prenotazione del biglietto, si ritrovano il volo totalmente cancellato.

"Finti biglietti" e niente rimborsi per restituire liquidità alle compagnie aeree

Nessun nuovo focolaio come quello di Wuhan o come quanto accaduto in Italia. Nessuna chiusura iimprovvisa da parte di uno o più aeroporti o uno o più paesi. Come mai sempre più compagnie aeree stanno cancellando i biglietti prenotati dai passeggeri, che finalmente speravano di poter tornare a viaggiare?

Qualcuno se lo è domandato, come ha riportato anche il quotidiano Repubblica attraverso un lettore: forse le compagnie non hanno mai realmente riaperto alla possibilità di volare. Al contrario, ciò che ha preso il via è solo una sorta di programma di "incremento di liquidità a favore della compagnia aerea". 

Gli cancellano il volo di andata e gli cambiano la destinazione del ritorno

La storia raccontata dal passeggero riguarda Eurowings, low cost controllata da Lufthansa. Cinque giorni dopo aver prenotato un biglietto Brema-Olbia, andata e ritorno, la compagnia gli ha cancellato il volo di andata, cambiando la destinazione del ritorno ad Amburgo. 

"Con la diffusione del coronavirus e le restrizioni di sicurezza associate all'emergenza quali ad esempio divieti di ingresso in certi Paesi, abbiamo dovuto ridurre massivamente il nostro piano dei voli" spiega Eurowings via mail al passeggero.

Spiega per modo di dire. Perché a legger bene, non viene spiegato affatto il motivo vero della cancellazione del biglietto di andata nè tantomeno lo spostamento del luogo del ritorno. 

Rimborso biglietto aereo: una gran confusione. E le compagnie ci provano

"Si prega il gentile cliente a cambiare data della partenza per l'andata, oppure a riscuotere il voucher con una validità di un anno". Ancora una volta, com'è già capitato con molte altre compagnie, nessun accenno al rimborso in denaro del 100% del biglietto com'è previsto dal regolamento che tutela i diritti del passeggero numer 261 del 2004.

Per di più, in Germania non è stato approvato alcun articolo che consente la libera scelta da parte della compagnia di proporre voucher o rimborso. La confusione regna sovrana, nonostante Ryanair, che ha ancora più dell'80% dei biglietti da rimborsare, abbia comunicato di recente che il denaro arriverà entro la fine dell'estate e che le norme Ue verranno rispettate. E a fronte di questa confusione, le compagnie, sorprendentemente anche quelle tedesche, cercano in qualche modo di incassare senza garantire i voli.