Da anni l'assoluta segretezza che contraddistingue gli incontri dell'esclusivo club, ha contribuito non poco ad alimentare la fama di mistero che aleggia sull'organizzazione.

Poche le certezze molte le indiscrezioni

Anche per questo motivo si moltiplicano le ipotesi sulle decisioni che nasceranno dalla riunione del gruppo, iniziata ieri a Chantilly in Virginia e che si concluderà il 4 giugno. Poche le certezze, come sempre accade e tante le indiscrezioni più o meno degne di nota. Una fra tutte vorrebbe la maggioranza dei rappresentanti contrari alle recenti decisioni dell'amministrazione Trump di uscire dall'accordo di Parigi, giudicato inattuabile dal repubblicano. Un indizio al riguardo potrebbe essere la location, lontana non più di una trentina di chilometri dalla Casa Bianca. Non ci sarà per ovvi motivi, il presidente Usa, ma al suo posto sono stati invitati l'attuale consigliere per la sicurezza nazionale, il generale H.R McMaster, il ministro per il Commercio Usa, Wilbur Ross e il miliardario Peter Thiel, franco sostenitore di The Donald. Con ogni probabilità si dovranno confrontare con i rappresentanti della precedente amministrazione democratica di Obama rappresentata dall'ex vice segretario di Stato William Burns e l'ex vice sottosegretario alla Difesa Elaine Bunn.

Chi c'è chi non c'è

Ad ogni modo il think tank, o almeno quello che ufficialmente è ritenuto tale, tra i suoi 130 invitati, annovera anche alcuni italiani. Per la precisione nell'elenco degli invitati, uno dei pochissimi elementi dell'evento resi pubblici risultano esserci: il presidente di Fca, John Elkann; la fisica Fabiola Giannotti, direttrice del Cern; Sandro Gozi, Segretario di stato per gli affari europei, Lilli Gruber da tempo affezionato membro del club, Maurizio Molinari direttore de La Stampa e Beppe Severgnini del Corriere della Sera. Tutti con l'obbligo di rispettare la più assoluta discrezione. Giornalisti compresi.