Rudi Van den Eynde, Head of Thematic Global Equity Management di Candriam Investors Group, spiega che l’attrattività del settore delle biotecnologie non è limitata al presente: suscita interesse già da tempo e sarà indubbiamente un’ottima opportunità in futuro. La peculiarità della fase odierna è l'alto tasso di innovazione. Infatti, le società del settore risultano molto interessanti per gli investitori anche in un’ottica di lungo termine, essendo terreno fertile per l'innovazione e il progresso scientifico.

Inoltre, il settore ha subito un calo delle valutazioni negli ultimi due anni. Le grandi società, in particolare, sono diventate più convenienti: l’investimento è ormai molto accessibile. Le valutazioni ragionevolmente contenute offrono un interessante punto d’ingresso per gli investitori.

Per investire nelle biotecnologie, è necessario innanzitutto disporre di un processo di valutazione per capire quanto vale una società rispetto al prezzo a cui viene scambiata - spiega Rudi Van den Eynde -. Ed è fondamentale conoscere i farmaci che vengono sviluppati dalle società, perché queste – così come le case farmaceutiche - vendono medicinali. Si tratta di prodotti non paragonabili a beni di consumo, sviluppati e prescritti da medici, e bisogna essere quindi in grado di ragionare come un medico o uno scienziato.

Perché scegliere Candriam per investire in questo complesso settore scientifico? I due analisti senior hanno una formazione rilevante nel settore: entrambi hanno conseguito un dottorato in biotecnologie e hanno svolto importanti ricerche post-dottorato presso rinomati istituti come il MIT di Boston o il MaxPlanck in Germania, e vantano le competenze accademiche necessarie per valutare aspetti molto complessi legati al settore.