A poche ore dall’annuncio di ingresso ufficiale nel mercato bitcoin, PayPal continua a far parare di sé. La notizia è recentissima e si stacca di solo poche ore dal suo annuncio ufficiale nel mondo delle criptovalute.

Come riferisce Bloomberg, a quanto sembra, il noto network sta trattando con la società bitcoin BitGo per concludere la sua acquisizione. Secondo quanto affermato da fonti che per il momento scelgono di restare anonime, dunque, PayPal sembrerebbe interessato ad acquisire gli strumenti necessari per un’adeguata conservazione delle criptovalute

I cambiamenti della società PayPal più recenti stanno dando da riflettere: prima la voluta integrazione con bitFlyer, exchange, poi l’annuncio dell’inserimento delle criptovalute nella propria applicazione, adesso l’acquisizione di BitGo

Ma la vera rivoluzione era iniziata qualche anno fa, nel 2013, quando PayPal acquistò Venmo. Questa fusione oggi conta quasi 400 milioni di utenti.

PayPal e Venmo: gemelli diversi da 400 milioni di utenti

Entrambi sono network di pagamento accettati in tutto il web. Entrambi consentono l'invio e la ricezione di denaro, ma tra Venmo e PayPal ci sono differenze sostanziali. Venmo nasce come piattaforma di scambio di denaro tra amici e parenti, per questo non offre i sistemi di sicurezza di PayPal: la rete globale di acquisti online.

PayPal investe il saldo degli utenti, custodisce il denaro e consente un credito ai propri account. Venmo è un social di pagamento pensato per scambi tra persone di fiducia. E allora perchè PayPal ha scelto proprio Venmo? Perchè la vera risorsa di questo social era la rete di utenti affidabile che aveva costruito: contava 40 milioni di persone.

Oggi, quest'ultime si uniscono all'incredibile numero di consensi PayPal, giungendo ad un pubblico di quasi 400 milioni di utenti.

Chi è BitGo e perché interessa a PayPal? 

BitGo è una società nata nel 2012, fondata dak CEO Mike Belshe, e rappresenta un importante provider di custodia di criptovalute che rivolge i propri servizi principalmente ad enti istituzionali. In parole povere si tratta di una società che si occupa di garantire un alto livello di sicurezza in ambito bitcoin, offrendo sistemi di tutela del patrimonio molto avanzati. Le tecnologie maggiormente in uso da BitGo sono offline e sono in grado di resistere in maniera significativa ad eventuali attacchi di rete. 

PayPal si sta muovendo in una direzione chiara: avere una quota di mercato cripto di una certa consistenza. Trattandosi di un network noto per le sue preoccupazioni in tema di liceità dei fondi e sistemi di tutela del patrimonio dei propri utenti, forse non deve stupire che si stia interessando a BitGo proprio in queste ore. 

La crescita di PayPal negli ultimi mesi

I problemi legati al Covid-19 che hanno segnato fortemente la nostra economia globale, sembra non abbiano interessato gli e-commerce e neanche gli strumenti di pagamento ad essi correlati. PayPal, nell’ultimo trimestre, soprattutto in un momento di forte crisi per il negozio fisico, ha visto una crescita di utenti che lo ha portato a 21 milioni di persone nel giro di 90 giorni. Complice sicuramente lo shopping da remoto condotto a causa delle limitazioni da pandemia. Il colosso sembra cavalcare bene quest’onda di ottimismo, rivelando continui colpi di scena. 

I punti forti di BitGo

A ricevere vantaggi dell’acquisizione di BitGo non è solo PayPal, ma anche tutti i clienti che usufruiscono dei suoi servizi. La società, infatti, nel tempo si è contraddistinta per aver sviluppato un’offerta finanziaria adeguata alle più disparate esigenze. Oggi BitGo è un ente di custodia di cripto asset, una piattaforma per il trading, un polo di finanza digitale per tutte le istituzioni che vogliano farne parte. Sotto il profilo della conservazione delle criptovalute presenta diverse soluzioni integrate: 

  • portafoglio caldo, freddo e combinato;
  • cold storage qualificato e personalizzabile;
  • custodia autogestita a livello locale.

Si tratta di strumenti molto validi nel supporto necessario alla salvaguardia dei patrimoni digitali. 

Tra i primi servizi offerti da BitGo si leggono:

  • Prime Trading, per lo scambio di risorse digitali in modo diretto e anonimo;
  • Prime Lending, per favorire il prestito in criptovaluta, in modalità attiva (da prestatore) o passiva (da beneficiario);
  • Strumenti fiscali, per semplificare la rendicontazione con configurazioni interamente personalizzabili o automatici.

A tutto questo BitGo aggiunge una sezione API notevole, che permette all’utente di gestire più portafogli digitali tramite un’unica interfaccia. In più c’è anche una sezione per gli sviluppatori, affinché possano trovare soluzioni ancora più prestanti per le applicazioni dei servizi in uso. 

BitGo: cosa cambierà dopo l’arrivo di PayPal?

Le trattative sembrano ancora in corso e non sapremo nemmeno se questo sodalizio giungerà realmente a termine, ma se dovesse andare a buon fine allora i benefici sarebbero per tutti. Con buona approssimazione, PayPal potrebbe pensare di implementare la struttura di BitGo anche per l’utente finale che fruirebbe di una serie di importanti servizi. 

Non ci resta che aspettare e vedere se i rumors di questa acquisizione siano veri oppure solo millantati. Quel che sappiamo circa le fonti che vogliono BitGo e PayPal insieme è che: “le trattative potrebbero andare a rotoli e PayPal potrebbe scegliere di raggiungere altri obiettivi” come scrive lo stesso Bloomberg. Quanto alle probabili smentite su ciò che sta accadendo in queste ore, si è cercato di chiedere direttamente al CEO di BitGo Mike Belshe se le fonti dicono il vero, oppure no.

Quest’ultimo, però, si è rifiutato di commentare alcunché. Anche PayPal, a quanto sembra, ha scelto la strada del silenzio: ad una e-mail inviata al fine di fare chiarezza non è stata data alcuna risposta, come descrive Coindesk

Se la notizia è vera, non passeranno molti giorni dal risultato finale di queste trattative, seppur non siano così immediate. In ogni caso, i cambiamenti di PayPal porteranno bitcoin ad un pubblico che conta 400 milioni di persone!