Per quanto riesca difficile da credere, nelle sole ultime 48 ore, la capitalizzazione complessiva del mercato di bitcoin ha raggiunto quasi 15 miliardi di dollari. Questa crescita è legata alla scelta di note aziende che hanno voluto crearsi una riserva di bitcoin nel proprio patrimonio societario. Scopriamo insieme quali sono i volti noti del commercio ad aver puntato a un tesoro da miliardi di euro. 

Square Inc. fa riserva di bitcoin valore

L’amministratore delegato di Square Inc, nonché creatore di Twitter,  Jack Dorsey ha dichiarato di aver investito oltre 49 milioni di dollari in bitcoin: un patrimonio composto da 4.709 bitcoin che rappresenta l’1% dei suoi possedimenti aziendali complessivi. 

In una intervista ha anche fatto sapere che l’ambiente delle criptovalute è sempre stato interessante sotto il profilo della evoluzione economica. L’oscillazione del valore, come ha precisato, apre le porte ad investimenti significativi. Un dato, questo, che sembra incoraggiare aziende della medesima portata.

Com’è possibile notare dalla quantità di bitcoin acquistati, Dorsey ha scelto la strada di investire meno ma più costantemente, per mantenere inalterata nel tempo la riserva del bitcoin valore sul quale si è deciso di puntare.  

Bitcoin in aumento per MicroStrategy

Michael Sailor, CEO di MicroStrategy, ha twittato di aver acquistato per la sua azienda quasi 17.000 bitcoin. Le modalità attraverso cui si è raggiunto questo risultato sono state relegate al trading per un corposo numero di ore. Il rappresentante del colosso mainstream ha reso noto che per l’ottenimento di questo risultato ha eseguito un consistente numero di operazioni al minuto per poter raggiungere la cifra desiderata. Il netto patrimoniale in BTC di questa società oggi si aggira intorno ai 250 milioni di dollari e il numero di investimenti operati nel settore cripto conferma l’indiscusso interesse all’ottenimento di una riserva bitcoin. 

Le aziende che si concentrano sul bitcoin valore sono in aumento

Riot Blockchain Inc. crea la sua riserva bitcoin in modo più consistente di prima. L’interesse profuso da questa nota società per bitcoin è sempre stato ad alti livelli. Oggi la sua struttura aziendale ospita oltre 8.500 computer ASIC per la realizzazione del cd. Mining. L’estrazione della criptovaluta sembra essere la fonte d’attrazione principale per RIOT, ma la consistenza del proprio patrimonio crittografico non si esaurisce qui e sfocia nella partecipazione del quasi 14% nell’exchange Coinsquare, senza contare partecipazioni in altre società similari.  

Alcuni nomi di altre aziende che hanno deciso di fare scorta di bitcoin sono:

  • Cypherpunk Holdings 
  • Grayscale 
  • DigitalX
  • Voyager Digital

Si evidenzia una crescente euforia di mercato che allude alla grande fiducia in bitcoin e nei suoi incrementi di valore nel tempo. Anche il CEO di eToro ha rivelato al pubblico di aver acquistato BTC già nel 2011 e che buona parte del proprio patrimonio societario è costituito proprio dalla criptovaluta. 

L’aspetto più interessante di questo fenomeno risiede nel potenziale potere di fare tendenza. In un momento in cui l’attenzione globale è focalizzata sul valore economico di bitcoin, istituzioni finanziarie, società industriali e altri attori della scena commerciale potrebbero subire una spinta motivazionale ad investire nelle criptovalute. 

Da bitcoin alla Blockchain: il contesto italiano 

Anche in Italia molte aziende hanno già iniziato ad adottare questo cambiamento. Si va dai colossi IT, come IBM Italia, alle piccole start-up. Scopriamo insieme quali sono i noti brand aziendali che puntano all’uso di bitcoin e in che modo lo hanno introdotto nella propria dimensione lavorativa.  

Banca Mediolanum. Banca Mediolanum ha deciso di affidare alla blockchain di Ethereum la verifica di operazioni non finanziarie che contengono dati importanti. In particolare, si è deciso di utilizzare la tecnologia di bitcoin per tutelare la riservatezza di importanti documenti volti alla raccolta di informazioni riservate sulla politica ambientale e sociale della banca. Altre applicazioni di Bitcoin stanno iniziando ad essere studiate per implementare le funzioni di convalida di alcune certificazioni. 

Poste Italiane. Poste Italiane ha mostrato l’interesse per la tecnologia Bitcoin in più di un’occasione. In passato, ha già investito nel wallet italiano Conio, creato per l'acquisto e lo scambio di bitcoin, e poi ha iniziato a sviluppare altri progetti con IBM e Hyperledger. Oggi, possiamo dire, è a buon punto con lo sviluppo di diverse applicazioni basate sulla blockchain. 

Unicredit. Unicredit ha partecipato alla piattaforma di trading We.trade insieme ad altre otto banche europee per consentire l'uso delle criptovalute nelle operazioni bancarie tradizionali. 

Questi nomi mostrano un crescente interesse per un fenomeno che ha del potenziale inespresso, nonostante i notevoli risultati già mostrati in termini pratici ed economici. Ci auguriamo che questi altisonanti nomi siano soltanto l’inizio di una lunga serie di investitori in bitcoin.