Dopo l'aumento dei tassi annunciato dalla Federal Reserve (un quarto di punto) e la conferma dello stimolo monetario da parte della Banca centrale giapponese, arriva anche la Bank of England.

Le decisioni della BoE

L'organizzazione guidata da Mark Carney ha deciso di lasciare i tassi invariati allo 0,75%, così come invariato resta anche il programma di allentamento quantitativo da 435 miliardi di sterline. Decisione unanime suggerita anche dalle sempre più concrete incertezze sulla Brexit: fino a quando non si riuscirà a fare chiarezza, infatti, la BoE non potrà assumere nessun tipo di strategia definitiva.

Infatti è proprio la nube che gravita sull'intero processo di addio di Londra all'Unione la scure che pende sull'economia britannica.

Il testo in Parlamento

Non solo, ma anche i futuri rapporti con l'Unione dopo il distacco restano ancora un punto interrogativo. Qualora, però, si dovesse rischiarare il quadro sarà possibile, secondo la BoE, procedere con un graduale rialzo dei tassi di interesse. Difficile, stando alla maggior parte degli economisti, che si arrivi ad un secondo referendum, opzione invisa anche alla Premier Theresa May. A questo si aggiunga il fatto che il testo che regola l'uscita deve ancora ottenere l'ok di Westmister. Un'approvazione che difficilmente, però, arriverà vista l'opposizione della maggior parte dei parlamentari. Il che fa presumere che ci possa essere effettivamente una hard brexit. In tutto questo si è arrivati a meno di 100 giorni dalla data definitiva di addio, stabilita per il 29 marzo 2019. Anche per questo motivo la Commissione europea ha presentato 14 provvedimenti di tutela su tre settori: finanziario, trasporti e diritti dei cittadini.