In attesa della Bce, l'Europa parte in territorio negativo con la lodevole eccezione dell'Italia che alle 10.10 vantava un +1,13% insieme a Parigi, che però non andava oltre lo 0,4%. La reazione d'orgoglio del Ftse Mib è aiutata dalle banche che si riprendono dopo la debacle delle ultime sedute.

Asia in affanno

Ma se ieri Wall Street ha ceduto con un Nasdaq appesantito da un -4,4%, oggi non è da meno l'Asia che ha dovuto accusate il colpo dell'ondata negativa di New York sul settore tecno e su quello dell'auto. I dazi e gli effetti sulle trimestrali hanno fatto il resto. Ma per l?Asia si aggiunge anche un'altra problematica, quella della fuga di capitali. L'attenzione, come detto, è tutta per la Bce per individuare qualche informazione in più sulla chiusura del programma di Quantitative Easing prevista per dicembre di quest'anno. Ma la novità arriva dalla Bank of Japan. Dopo anni di strategie di stimolo per l'economia, nella speranza di riuscire a strapparla dalla stasi ultra decennale nella quale era caduta già dalla fine degli anni 90, la banca centrale nipponica starebbe valutando l'idea di iniziare a sua volta una politica restrittiva.

Pericolo bolle 

A suggerirlo sono le parole del vice Governatore della Boj, Masazumi Wakatabe; stando a quanto da lui dichiarato, il pericolo di bolle sugli asset gonfiati da anni di allentamento monetario è troppo forte, adesso per continuare la strada finora percorsa. Si rende necessario “prendere misure misure rapide e sufficienti per aumentare la crescita” e per evitare, quindi, lo scoppio di una possibile recessione.