Bonus 600 euro: non ci sono più fondi per la partite Iva iscritte alle casse previdenziali. Ossia per i liberi professionisti che hanno una propria cassa previdenziale e che per i contributi non si appoggiano all'Inps. Questo segmento di partite Iva sembra essere costituito da eterni dimenticati, quelli che a tutti i costi non debbano accedere al bonus da 600 euro, e che possano vedere con il lanternino la speranza che questo possa essere alzato ad 800 euro.

In un primo momento i liberi professionisti erano stati dimenticati dal decreto Cura Italia. In un secondo momento sono stati aggiunti in un rincorsa contro il tempo. Il Governo ha deciso di stanziare per loro 200 milioni di euro: adesso sembrano destinati a dover rimanere senza soldi. Stando ai primi dati forniti dalle casse di previdenza private, sembra che i finanziamenti stanziati siano già esauriti.

Bonus 600 euro partite Iva: fondi esauriti per i liberi professionisti

I professionisti e gli autonomi con una propria cassa previdenziale sembra che abbiano proprio fatto un corsa contro il tempo per richiedere il bonus 600 euro. Si sono dimostrati veloci e rapidi nella richiesta, tando che le casse previdenziali dei professionisti sono rimaste senza soldi.

Ricordiamo che attraverso il decreto ministeriale del 28 marzo 2020 era stato deciso che il bonus 600 per le partite Iva aderenti alle casse professionali avevano tempo fino al 30 aprile per richiederlo. Ma evidentemente non erano stati fatti bene i conti, e i soldi sono stati già finiti. Adesso, per andare avanti, occorre un nuovo intervento del Governo per garantire nuova liquidità e poter far fronte a tutte le richieste.

Brutte notizie per tutti gli iscritti agli Ordini Professionali

In estrema sintesi potemmo dire che ci sono effettivamente brutte notize per tutte quelle partite Iva iscritte agli ordini professionali. Ricordiamo che questi lavoratori - architetti, avvocati, medici e gionalisti, solo per citarne alcuni - stanno subendo l'effetto nefato dell'emergenza coronavirus. Ma soprattutto rischiano di rimanere con l'amaro in bocca, non potendo nemmeno accedere al bonus da 600 euro.

Soprattutto quello che va all'ovvhio sono i numeri delle richieste. Solo Per fare alcuni esempi:

  • Enpam, l’ente di previdenza per medici e odontoiatri: conta 366mila iscritti e ha ricevuto solo 9.113 domande:
  • Cassa Forense degli avvocati: conta 240mila iscritti, ma potrebbe ricevere 100mila richieste;
  • Inarcasa, riservata ad architetti e ed ingegneri: 160mila iscritti, stima le richieste in 20mila.