Il Bonus 600 euro potrebbe sparire prima del previsto. Almeno per quello che riguarda i liberi professionisti. All'appello, infatti, mancherebbero qualcosa come 48 milioni di euro per poter soddisfare le domande delle Partite Iva che in questi ultimi due mesi si stanno trovando in difficoltà. Adepp, Associazione delle Casse  Previdenziali, ha messo in evidenza che fino allo scorso 14 aprile erano state presentate 454.541 domande, delle quali ne sono state accettate 413.455. La stessa Adepp è stata costretta a scrivere al Governo per comunicargli che, per la copertura delle domande e per essere accettate, mancano ancora 48 milioni di euro.

Un così grosso ricorso al bonus 600 euro previsto dal Decreto Cura Italia è un fotografia che mette in evidenza il chiaroscuro di questo periodo, dove i professionisti sono stati tra i primi ad entrare nel vortice delle difficoltà economiche, dopo l'espolosione della pandemia. Stiamo parlando di un avvocato su due, di un commercialista su tre che hanno dovuto chiedere un supporto economico. Una pesante tegola sul futuro economico dell'Italia stessa, considerando che i professionisti producono il 10% del Pil Italiano.

Bonus 600 euro: quando la burocrazia soffoca tutto

Come sempre, poi, a complicare tutto in Italia ci pensa la burocrazia. Con tempi sfalsati si è ritenuto che fosse ammissibile solo la richiesta dei liberi professionisti iscritti ad un'unica cassa privata. Una decisione che ha comportato un ritardo nei pagamenti: oggi esistono due tipi di liste. Quella delle domande inviate e quella delle ammesse al pagamento.

Walter Anedda, presidente della Cassa dei commercialisti, ha spiegato che ci sono dei professionisti che sono stati iscritti alla gestione separata dell'Inps prima di iscriversi alla propria cassa. Ebbene: da questa gestione è impossibile cancellarsi. Ma soprattutto, secondo Anedda, escludere quei soggetti ha poco senso, oltre a essere un trattamento riservato esclusivamente alla ai commercialisti.

Per venire incontro alle esigenze dei professionisti ogni cassa sta cercando di ottenere risorse e si sta cercando di muovere nella maniera più opportuna per poter garantire un sostegno più efficace ed efficiente ai propri iscritti. Anedda ha spiegato che, ad esempio, la cassa dei commercialisti punta a supportare l'accesso credito dei colleghi in difficoltà, garantendo loro un aiuto, compensando il costo del ricorso al prestito bancario, nell’ottica di preservare la propria attività. La cassa ha un fondo da 40 milioni di euro, la cui quantificazione non dipende da scelte del consiglio di amministrazione o dell’assemblea dei delegati.

Sono 136mila le richieste del bonus 600 euro tra gli avvocati. E questo, senza dubbio, dimostra come 245mila avvocati sulla piazza siano troppi. Nunzio Luciano presidente di Cassa forense, osserva che in molti chiedono l’abolizione del contributo minimo, intanto è stato sospeso e poi sarà possibile pagarlo anche in due rate: a marzo 2021 la prima e marzo 2022 la seconda. Quanti non riusciranno a saldarlo nemmeno con la doppia rata, avranno la possibilità di iscrizione a ruolo nell’ottobre 2021 e potranno scegliere di dilazionare in 72 rate, cinque anni.

Bonus 600 euro: altre iniziative in arrivo

Proprio per fronteggiare l'emergenza coronavirus, Banco Bpm ha messo a disposizione dei professionisti qualcosa come un miliardo di euro. Al plafond possono aderire coloro che sono iscritti a tutte le casse di previdenza dei professionisti.

I soggetti interessati potranno richiedere un finanziamento a condizioni economiche di particolare favore della durata fino a 24 mesi con un preammortamento, compreso nella durata complessiva, fino a 9 mesi, rivolgendosi direttamente alla loro agenzia di riferimento. Ove vi siano i requisiti il professionista potrà accedere alle agevolazioni offerte dal Fondo di Garanzia PMI.

Lo sforzo di Banco BPM di favorire l’accesso alla liquidità per tanti professionisti alle prese con le difficoltà economiche legate all’emergenza Covid-19 risponde alle richieste che in questo periodo tanti iscritti hanno rivolto alle nostre Casse Associate – commenta Alberto Oliveti, presidente dell’AdEPP, l’Associazione che riunisce le casse di previdenza private – Per questo accogliamo con favore questa iniziativa di Banco BPM. Ottenere liquidità oggi, potendo posticipare fino a nove mesi l’inizio del rimborso del capitale, significherà per molti nostri professionisti riuscire a resistere in un periodo di drammatica crisi come quello attuale.

Bonus 600 euro: come sapere a che punto è la domanda

Comunque vada, se si rientra tra quelli che non hanno ancora ricevuto il bonus 600 euro è abbastanza semplice scoprire i motiivi del ritardo. Alcuni professionisti, infatti, avrebbero già ricevuto il bonus, mentre altri non hanno ancora ricevuto niente. L'Inps, per quanti hanno presentato la richiesta a questo ente, ha già chiarito che comunque vada farà fede la data di invio della domanda, anche se l'istituto non avrebbe un criterio cronologico per l'evasione delle domande. In sintesi a ricevere i soldi per primi non saranno quelli che hanno presentato la domanda per primi, ma quelli per i quali si dovranno effettuare meno controlli sulla domanda stessa. 

Quanti sono interessati ad avere maggiori informazioni al riguardo potranno verificare la situazione della propria domanda accedendo alla procedura in fase di completamento. Il procedimento da seguire sarà uguale a quello dell’invio, alla stessa sezione verranno infatti riportate tutti i dettagli relativi alla richiesta.