Con il Decreto Rilancio è stato istituito il cosiddetto bonus affitti che è fruibile con la formula del credito di imposta. Ma il bonus sarà per molti ma non per tutti in quanto, stando proprio ai contenuti del Decreto, rimarrebbero fuori dall'agevolazione non solo alcune strutture del comparto turistico, ma pure le attività avviate dopo la data dell'1 giugno del 2019 in accordo con quanto è stato riportato dal sito laleggepertutti.it.

Niente bonus affitti per bed&breakfast ed immobili ad uso abitativo

Nel dettaglio, dovrebbero rimanere esclusi dal credito di imposta non solo parte dei bed&breakfast, ma pure gli immobili usati come affittacamere oppure come case vacanza. E questo semplicemente perché il bonus affitti, che consiste, nella misura del 60%, di un credito di imposta sul canone di locazione per i mesi di marzo, di aprile e di maggio del 2020, viene riconosciuto solo ed esclusivamente per gli immobili ad uso non abitativo.

Esclusione dal credito di imposta pure per le attività avviate dopo l'1 giugno del 2019

L'esclusione dal bonus affitti delle imprese che hanno avviato l’attività dopo l'1 giugno del 2019, si deduce invece dal fatto che a queste attività manca il periodo storico per dimostrare la diminuzione del fatturato o del corrispettivo a causa della pandemia di coronavirus.

Bonus affitti 2020, rischio complessità e maggiori costi amministrativi

Di conseguenza, per alcune categorie di imprese e di professionisti il bonus affitti sarà solo un miraggio a meno che a livello legislativo non vengano apportate delle modifiche. Pure il sito ipsoa.it rileva per il bonus affitti 'un’elevata complessità e un maggior costo amministrativo'. Con la conseguenza che la bontà della misura si potrà valutare solo dopo che ogni regola ed ogni adempimento necessario sarà chiaro.