La manovra fiscale per il 2021, la cosiddetta legge di bilancio è stata approvata dalla camera dei deputati con 298 si, 125 no e 8 astenuti. Ora è il turno della ramo del parlamento presieduto dai senatori. Ma non ci sono più le condizioni ed i tempi per emendare ai testi degli articoli. Infatti se così fosse, si entrerebbe nel cosidetto esercizio provvisorio in attesa che la legge di bilacio sia approvata. Ma non è una scelta saggia visto che i 40 miliardi della manovra fiscale servono subito per assicurare aiuti immediati a tutti. Tra le misure approvate nella manovra c'è l'introduzione dell'assegno unico ai figli. A partire da luglio 2021 andrà a sostituire l'assegno al nucleo famigliare nel più ampio pacchetto del family act, in cui si inseriscono anche il bonus bebè, confermato per il 2021.

Manovra fiscale 2021: valanga di bonus

Sono 40 i miliardi stanziati nella manovra fiscale approvata ieri dalla camera dei deputati con 298 si, 125 no e 8 astenuti. Ben 7 miliardi andranno a favore del mondo del lavoro, fortemente penalizzato dalle estreme conseguenze della pandemia provocata dal nuovo coronavirus. Sul fronte del lavoro sono state prese decisioni su vari fronti. Allungamento della cassa integrazione gratuita di altre 12 settimane per le imprese che ne faranno richiesta. Fino al 31 marzo 2021. Ma non si tutela solo il lavoro, prevedendo il divieto di licenziamento fino a fine marzo, ma si cerca anche di creare occupazione, prevedendo sgravi contributivi per assunzioni di giovani o donne. In particolar per chi assume under 35, da gennaio fino alla fine del 2022, sono previsti sgravi triennali al 100%, entro un tetto di 6 mila euro l’anno (si sale a 48 mesi di esonero per il Sud, ovvero se il contratto stabile è firmato in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna). Incentivo al 100% anche in caso di assunzione di donne disoccupate al Sud e senza un impiego da almeno 24 mesi nel resto d’Italia.

Tra le altre misure ci sono il bonus auto elettriche, il bonus mobili che sale a 16 mila euro; il bonus bagno per sostituire docce e rubinetti; il credito d’imposta per gli chef e un nuovo voucher per gli occhiali da vista. Diventa ufficiale anche l'assegno unico ai figli che conviverà almeno per il 2021 con il bonus bebè.

Assegno unico ai figli: cosa è

Tra settembre ed ottobre 2020 con il Nadef (nota di aggiornamento al documento di economia e finanza) presenato dal Ministro Roberto Gualtieri si era parlato di assegno unico ai figli. Un nuovo "bonus" per tutti i figli a partire dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età, che va a sostituire le diverse detrazioni famigliari riconosciute o in busta paga o nel cedolino della pensione, come l'assegno al nucleo famigliare, o direttamente dall'Inps come i bonus natalità (bonus bebè) o bonus asilo nido. Un unico importo per sostenere le famiglie in base alla loro condizione economica. Ecco che il parametro di riferimento sarà l'Isee. Da quanto si apprende l'assegno unico ai figli avrà una parte fissa ed una variabile, entrambe legate al valore dell'Isee. La parte variabile sarà però agganciata alla dimensione del nucleo famigliare. 

L'assegno verrà riconsociuto mensilmente e per i figli che continueranno a studiare esso potrà essere pagato anche fino a 25 anni. 

In presenza di figli con disabilità gravi invece l'importo sarà maggiorato e andrà a sostituire le varie provvidenze oggi concesse loro.

A chi spetta l'assegno unico ai figli

In base ai dati Istat, in Italia ci sarebbero circa 12,5 milioni di bambini e ragazzi, di cui oltre 10 milioni di minori. Sono loro i beneficiari. O meglio la famiglia all'interno della quale convivono. 

Tutte le famiglie che hanno uno o più figli a carico e fino al compimento del 21esimo anno di età, saranno le beneficiarie di questa misura. La condizione è che il figlio sia ancora presente nello stato famiglia, dunque convivente sotto lo stesso tetto dei genitori, e sia a carico di mamma o papà. Per essere a carico fiscalmente, i figli non devono percepire un reddito superiore a 4.000,00 euro fino a 24 anni di età e 2.840,51 dopo i 24 anni. Fino a 21 anni, il figlio potrà beneficiare dell'assegno unico anche se percepisce un reddito annuo fino a 4.000 euro. Le cose cambiano se andando all'università e fino a 25 anni anni, il proprio figlio trova un lavoro per mantenersi. Tra 21 e 24 anni il suo reddito annuo non deve superare 2.840,51 euro. In caso contrario perde l'assegno unico. Certo bisogna verificare se l'importo dell'assegno unico sarà superiore all'importo dell'assegno unico. Oltre a valutare che un giovane che si inserisce nel mondo del lavoro sin dall'età universitaria guadagna anni di contributi ed esperienza.

Come si richiede l'assegno unico

Bisogna aspettare il 1 luglio 2021 per avere accesso all'assegno unico. Ma prima di questa data bisogna attendere l'approvazione della manovra fiscale anche in Senato (scontata per non entrare nell'esercizio provvisorio) e i decreti attuativi, attesi per primavera che indicheranno le istruzioni di come fare. Sicuramente, essendo una misura legata all'Isee, sarà necessario compilare la DSU ed ottenere la certficazione Isee.

Se ancora non è chiaro come sarà percepito l'assegno e chi lo erogherà (il datore di lavoro o l'Inps) una cosa è certa: senza Isee non si avrà accesso all'assegno unico. La misura dell'assegno unico ai figli sarà erogata in funzione del valore dell'ISEE. Non averlo, non permette di poter accedere alla misura. Sappiamo che l'ISEE è un indicatore che è utilizzato moltissimo per richiedere agevolazioni, bonus o altre facilitazioni economiche. Dunque dovresti già averne uno in corso di validità. Questa però scadrà il 31 dicembre 2020. La cosa importante è avere sempre un ISEE valido ed aggiornato. L'ISEE ordinario ha valore annuale, e normalmente ad inizio di ogni anno sulla base delle risultanze economiche dei due anni precedenti, sarà necessario rinnovare l'ISEE. Ma tu che non ce l'hai vediamo come fare.

Compilare la DSU per richiedere l'Isee ai fini dell'assegno unico

Non c'è una parte specifica della DSU dedicata all'assegno unico. Quindi quanto riportato in questo paragrafo vale per avere un ISEE attestato ed in corso di validità e quindi utile poi per richiedere l'assegno unico ai figli.

L'ISEE è l'indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari che intendono richiedere una prestazione sociale agevolata. L'accesso a queste prestazioni, infatti, come ai servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate (telefono fisso, luce, gas, ecc.) è legato al possesso di determinati requisiti soggettivi e alla situazione economica della famiglia. 

Per ottenere la propria certificazione ISEE è necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale (sia mobiliare che immobiliare) necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare.

La DSU può essere presentata in qualsiasi periodo dell'anno. Per accedere ai bonus del 2021 e dunque anche all'assegno unico si consiglia di effettuare le operazioni di compilazione della DSU nel 2021. 

Per compilare la DSU ci sono diverse strade:

  • INPS - la DSU può essere compilata on line, direttamente dall'interessato, utilizzando il servizio dell'INPS. 
  • CAF - la DSU può essere compilata e trasmessa attraverso i CAF, che prestano assistenza gratuita ai cittadini sulla base di una convenzione stipulata con INPS;
  • ISEE precompilato - dal 2020 la normativa ISEE introduce la DSU precompilata, caratterizzata dalla presenza di dati precompilati forniti dall'Agenzia delle Entrate e da INPS, cui vanno aggiunti quelli autodichiarati da parte del cittadino. 

Cosa dichiarare nella DSU: reddito figli ai fini assegno unico

La dichiarazione sostitutiva unica serve a rilevare la situazione economica, sia reddituale che patrimoniale, della famiglia. Oltre a rilevare il nuemero dei componenti della stessa, e la presenza di persone con invalidità o portatrice di handicap grave. 

I requisiti reddituali sono quelli relativi ai redditi prodotti 2 anni prima della presentazione della DSU, così come anche per i patrimonio mobiliari (da rilevare quelli posseduti al 31 dicembre del secondo anno precedente la richiesta della DSU). Quindi per un ISEE da richiedere il 1 gennaio 2021, a valere per l'anno 2021 e dunque valido per l'assegno unico, si dovranno considerare i redditi prodotti nel 2019 (anche quelli dei figli) ed il patrimonio mobiliare posseduto al 31 dicembre 2019. Dati che saranno già presenti nella DSU pre-compilata o facilmente desumibili dalle CU lavorative e dagli estratti di conto corrente inviati dalla propria banca (tutti i rapporti in essere). In caso di però di situazioni corrente molto diversa da quella cerrtificabile con i dati di 2 anni fa, ad esempio stato di disoccupazione oppure aumento del patrimonio mobiliare (variazione del 25% in più o meno), si può presentare una DSU corrente che però ha validità sei mesi. 

Assegno unico e bonus bebè: compatibilità

La manovra fiscale 2021 da 40 miliardi approvata dalla Camera fa coesistere per l'anno prossimo sia il bonus bebè che l'assegno unico ai figli. Infatti per i nati o i bambini adottati o presi in affidamento nel 2021, saranno presenti due misure. Il bonus bebé e l'assegno unico ai figli (quest'ultimo con una dotazione di 3 miliardi in più aumentati di 5,5 miliardi nel 2021). 

Per tutti i nati o figli adottati tra il primo gennaio ed il 31 dicembre 2021, i genitori potranno fare richiesta del bonus bebé che partirà dal mese di nascita o di adozione. Il bonus bebé, come per il 2020, avrà una validità di un anno. Ma cosa accade dal 1 luglio 2021? Al bonus bebé, il genitori potranno anche sommare l'assegno unico per i figli. In realtà già a partire dal settimo mese di gravidanza.

Ad esempio per un bambino nato o entrato in famiglia, tramite adozione, a settembre 2021, i genitori potranno richiedere da settembre 2021 il bonus bebè. Da luglio 2021, ossia al settimo mese di gravidanza della mamma, poichè la data di partenza è proprio il 1° luglio, gli stessi genitori potranno richiedere anche l'assegno unico per il figlio che andrà a coesistere con il bonus bebé. Dopo il primo anno di vita del figlio, o dopo il primo anno di ingresso in famiglia per i bambini adottati, il bonus bebè termina, e contiua l'assegno unico. Per approfondimenti si legga l'articolo Novità 2021 assegno unico e bonus bebé: doppia sorpresa!