Era una delle norme più gradite contenute all’interno della bozza del decreto rilancio. Il bonus biciclette aveva messo d’accordo tutti. Fino a 500 euro da utilizzare, e non oltre il 60% di spese, per l’acquisto di biciclette, monopattini, segway o hoverboard, oppure da spendere per l’ausilio dei servizi di sharing, ovviamente non automobilistici. Tuttavia, qualcosa è cambiato. Anzi, tutto quanto è stato cancellato. La norma, che corrisponde all’articolo 205 del testo, è sparita, e con lei anche quella che riguardava le modifiche del codice della strada. 

Che fine ha fatto il bonus biciclette?

Una norma, peraltro, più volte annunciata (e voluta) dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli e dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Inizialmente la cifra stimata era molto più bassa: 200 euro, notizia trapelata verso la fine del mese scorso. Poi è arrivata l’idea di raddoppiarla, se non di più, portandola a quota 500.

L’importanza del bonus biciclette era evidente, chiara un po’ a tutti, poiché costituirebbe un incentivo agli spostamenti “green”, in grado di evitare così la congestione davanti e sul trasporto pubblico. Metropolitane, tram e autobus, in questa fase due, devono garantire la distanza sociale per la sicurezza la salute dei passeggeri, dunque, in questi giorni stanno ospitando meno della metà dei viaggiatori rispetto al periodo precedente l’emergenza coronavirus.

L'impotanza del bonus biciclette nella fase 2 e in quelle successive 

Il rischio, tuttora molto forte, è una conseguente corsa alle automobili o in generale ai mezzi privati da parte dei cittadini e lavoratori italiani, che potrebbe provocare ingorghi nelle città, piccole o grandi, riportando ai livelli di allarme anche l’inquinamento, in questo mese di lockdown mai così basso. In realtà, con la fase 2 nessuna di queste ipotesi si è verificata, almeno per il momento.

Da questo punto di vista gli italiani si sono ben comportati, muovendosi anche su biciclette e altri mezzi puliti, quando possibile, sfruttando la riapertura dei negozi di biciclette, avvenuto lo scorso 5 maggio.

Tuttavia, il comportamento sin qui virtuoso dei cittadini e dei viaggiatori non toglie né sminuisce l’utilità del provvedimento del bonus biciclette, valido, lo ricordiamo, per i centri urbani dai cinquantamila abitanti in sù. 

Bonus biciclette accantonato per mancanza fondi?

La bozza definitiva del decreto rilancio tarda ad arrivare. Migliaia gli emendamenti aggiunti e molti dei quali portano la firma della maggioranza, segnale che evidentemente un po’ di baruffa sui dettagli e soprattutto sulla sostenibilità dei costi del dl effettivamente c’è. Il sostegno al lavoro, assieme al rilancio della liqudità, necessaria per ripartire, rimangono prioritari per il governo e questo potrebbe comportare un accantonamento momentaneo o parziale del bonus biciclette.

Tuttavia l’Ancma, associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori ha espresso enorme stupore a riguardo. Con una nota, ha fatto sapere che “Siamo certi che il governo, dopo aver creato una forte aspettativa sul mercato e nell’opinione pubblica verso un nuovo protagonismo della mobilità a due ruote per la fase 2, sia al lavoro per non tradire i cittadini e l’intero comparto”. 

Per il bonus biciclette dovrebbero servire 120 milioni di euro

Bonus biciclette sparito dalla bozza decreto rilancio, dunque. Tuttavia, non è ancora detta l’ultima parola. La cancellazione dal testo potrebbe anche significare un’altra cosa: e cioè che l’articolo necessiti di nuova riscrittura. O magari di un collocamento diverso, presumibilmente all’interno di un’altra misura contenuta nel decreto.

Il governo, attraverso fonti interne, ha assicurato in queste ore che il provvedimento del bonus biciclette sarà nel decreto, e che le coperture verranno trovate (quelle annunciate riferivano una cifra attorno ai 120 milioni di euro, provenienti dal fondo del decreto legge Clima e di competenze del ministero dell’Ambiente). 

Di sicuro, la notizia è stata molto sentita tra gli italiani. Più venditori infatti, sempre attraverso l’Ancma, hanno riferito che l’effetto annuncio del decreto rilancio ha, di fatto, bloccato le vendite delle biciclette, soprattutto nell’ultima settimana. Evidentemente i cittadini vogliono saperne di più. 

In cosa consiste il bonus biciclette

Il buono mobilità, se confermato nel decreto rilancio (fino a domenica era presente nella bozza), è riservato ai maggiorenni residenti in città con oltre 50mila abitanti. Il bonus biciclette è spendibile fino al 31 dicembre 2020 e prevede fino a 500 euro da utilizzare per l’acquisto di bici anche con pedalata assistita, monopattini, compresi quelli elettrici, monoruota (i segway) e hoverboard.

In alternativa, i soldi previsti potranno essere spesi per i servizi di sharing non automobilistici, e quindi biciclette messe a disposizione dal comune e non solo, monopattini e motocity elettrici. Ancora da definire le modalità di ritiro, e di richiesta, del voucher. 

Non solo bonus biciclette: spazio alle modifiche del codice della strada 

Ma il bonus biciclette non era l’unico argomento contenuto dall’articolo 205. All’interno del testo infatti erano previste anche modifiche strutturali al codice della strada. L’obiettivo annunciato era la possibilità di semplificare la realizzazione di corsie esclusivamente riservate alle biciclette, con tanto di posizione di stop avanzata negli incroci con semaforo, chiamata “casa avanzata”.

Un primo passo nell’avvicinamento, perlomeno per le grandi città, a molte delle grandi capitali europee, come Amsterdam, Berlino e Copenhagen, dove la mobilità pulita è molto sviluppata.