L'attenzione di molti clienti ed utenti finali in questi giorni è concentrata sulle bollette di luce acqua e gas. Se da un lato lo scorso 17 maggio era terminata la proroga, per i soli contratti domestici, che aveva stabilito il blocco delle procedure di sospensione delle forniture di elettricità, acqua e gas, dall'altro il Decreto Rilancio contiene uno sconto sui contratti non domestici. Arriva, quindi, un aiuto abbastanza importante per quelle attività commerciali che hanno registrato un pesante danno economico dal lockdown.

In estrema sintesi il Governo, in piena Fase 2, con una parziale riapertura dei negozi e delle imprese, starebbe tentando di dare un margine di respire alle attività commerciali, in modo da poter far lievitare un po' la liquidità delle famiglie e delle partite Iva. Ma soprattutto trovando un modo repido ed immediato: il taglio delle bollette.

Bonus bollette: in cosa consiste questa nuova sforbiciata?

Adesso arriva la domanda più importante. In che cosa consiste il bonus bollette contenuto all'interno del Decreto Rilancio? In altre parole sarebbe un semplice taglio degli oneri di sistema. Un aiuto se non molto importante, ma deciso, dato che incidono del 20% sul prezzo finale. Ricordiamo che gli oneri di sistma non riguardano direttamente il comsumo di luce, acqua e gas. Comunque vada si andrabbe a ridurre il costo di ogni singola bolletta di un buon 20%: quindi un'agevolazione di tutto rispetto.

Sarà Arera a doversi occupare direttamente della gesione del bonus sulle bollette. Lo farà attraverso alcuni passaggi fondamentali. Il primo riguarderà le quote fisse indipendenti dalla potenza relativa alle tariffe di rete, che dovranno essere azzerati. Il secondo, per i clienti a bassa tensione con una potenza disponibile superiore ai 3,3 Kw, le tariffe di rete e gli oneri generali dovranno essere rideterminati per ridurre la spesa: la proposta è quella di applicare una potenza virtuale che sarà fissata convenzionalmente a 3Kw, anche se non ci sarà alcuna limitazione dei prelievi da parte dei clienti.

Quanto durerà questo bonus bollette? Dovrebbe avere una durata trimestrale, ed essendo urgente dovrebbe iniziare immediatamente: da maggio fino al mese di luglio.

Bonus bollette: fino ad oggi gli aiuti non sono mancati

Ad essere sinceri fino ad oggi non sono mancate le agevolazioni per le bollette di acqua, luce e gas. Ed è stata Arera a muoversi in prima linea perché non mancassero gli aiuti alle famiglie ed alle partite Iva in difficoltà. Ricordiamo, ad esempio, la delibera della stessa Arera, attraverso la quale lo scorso 3 dicembre 2019 aveva deciso di inalzare la soglia Isee massima per poter accedere allo sconto per il pagamento delle bollette. In questo modo l'accesso al bonus sociale era stato ampliato ad oltre 200.000 persone.

Ad oggi, questi requisiti rimangono invariati per poter presentare domanda: famiglia con Isee fino a 20.000 euro e con quattro figli; essere titolari di reddito di cittadinana o con un familiare affetto da gravi malattie che richiedano l'uso di apparecchiature elettriche per il mantenimento in vita.

Ma non solo. Arera ha già richiesto il rinnovo dei bonus sociali scaduti tra il 1° marzo ed il 30 aprile 2020: in questo modo è riuscita a garantire per altri 60 giorni la possibilità per tutti gli utenti di presentare la domanda. Questi bonus bollette sono stati poi prolungati fino al 31 luglio 2020.

Pioggia di maxibollette la denuncia!

Non bastavano le difficoltà che le famiglie stanno vivendo, tra prezzi triplicati, speculazioni su guanti e disinfettanti, oltre alla paura per il contagio: a peggiorare la situazione contribuiscono le aziende che gestiscono il servizio idrico che hanno scelto proprio questo delicato momento per applicare il nuovo sistema tariffario. Ecco quindi che molti cittadini si sono visti recapitare una pioggia di maxibollette con importi esorbitanti, in molte zone d’Italia tra cui Trieste, Napoli, Perugia, Mantova, ma soprattutto a Roma, con l’applicazione retroattiva della nuova tariffa.

La tariffa, in ottemperanza alla delibera Arera n. 665/2017, basa il suo calcolo sul consumo pro capite: per questo è fondamentale che siano aggiornati i dati relativi allo stato di famiglia e che tali dati in possesso dell’anagrafe si incrocino correttamente con quelli delle aziende per una corretta applicazione. In una società ideale, con i mezzi e le tecnologie di cui siamo in possesso nel 2020, questo sarebbe già avvenuto. Ma non in Italia. Ecco perché le aziende, su autorizzazione dell’Assemblea dei sindaci o dell’Assemblea regionale, possono applicare il computo tariffario, basandolo sul dato della famiglia media di 3 persone: con vantaggio per chi in realtà è al di sotto di tale soglia e aumenti notevoli per i nuclei familiari più numerosi.

Consideriamo una vera e propria follia l’applicazione, per di più retroattiva, di un siffatto sistema tariffario – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori –. In questo modo, in un momento quanto mai delicato e difficile per le famiglie colpite dalla grave crisi causata dalla pandemia, al posto di agevolarli, si mettono in difficoltà i cittadini. Per di più in relazione a un bene primario come l’acqua. Per questo chiediamo con urgenza una sospensione della nuova tariffa, almeno fino a gennaio 2021, con contestuale sospensione del calcolo retroattivo. Ci sembra un atto dovuto, specialmente in questa fase, in cui tutti stanno mettendo in atto sforzi enormi per aiutare i cittadini e sostenere la ripresa.