In arrivo il piano di cashback elaborato dal governo che potrebbe portare a rimborsi fino a 300 euro per i pagamenti effettuati con carta di credito o altri metodi tracciabili. Il ministero dell’Economia e delle Finanza sta studiando i dettagli dello strumento in stretto contatto con la Presidenza del Consiglio. Vediamo come sarà possibile ottenere il bonus carta di credito.

Bonus carta di credito: come funzionerà

L’idea del governo è quella di incentivare l'uso della carta di credito e degli altri pagamenti elettronici tramite l’introduzione di un bonus carta di credito che permetta di ottenere un cashback sulle spesse effettuate. I due elementi essenziali della misura sarebbero una soglia massima di spesa e un rimborso proporzionale ai pagamenti effettuati. L’ipotesi è quella di fissare la soglia massima a 3.000 euro riconoscendo un bonus del 10 per cento sui pagamenti rendicontati. In questo modo si potrebbe ottenere un rimborso fino a 300 euro per le spese effettuate tramite pagamenti elettronici.

Le richieste di Conte agli operatori economici per favorire l’introduzione del bonus carta di credito

Il Presidente del Consiglio Conte avrebbe chiesto agli operatori del settore -da Nexi a Sia, da Mastercard a Visa fino alle startup hitech- di spingere sull’innovazione tecnologica per far fronte all’introduzione di questo nuovo bonus carta di credito. La chiave del successo della misura è creare un collegamento diretto fra i pagamenti elettronici e le amministrazioni dello stato. È necessario ottenere una piattaforma di rendicontazione dei pagamenti effettuati tramite PagoPa e i vari istituti bancari in maniera tale che le informazioni vengano trasferite direttamente ad Agenzia delle Entrate. Per questo il bonus dovrà ricevere il via libera da parte del Garante della privacy e della Corte dei Conti.

Perché il governo vuole introdurre il bonus carta di credito

Le ragioni per cui il governo ormai da tempo cerca di limitare l’uso del denaro contante a favore della carta di credito e dei pagamenti elettronici vanno ricercate nella lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro di proventi derivanti attività illecite.

I pagamenti in contanti non sono tracciabili per questo rappresentano la modalità più utilizzata per muovere dei fondi neri; sia che essi derivino da attività economiche non dichiarate, sia che provengano da attività illegali. La ratio del limitare l’uso del contante, quindi, è quella di rendere più difficoltosa la circolazione di questi flussi di denaro e quindi far riemergere l’immensa quantità dei fondi sommersi che strozzano la fiscalità del nostro paese.

In un libro di Kenneth Rogoff (“La fine dei soldi. Una proposta per limitare i danni del denaro contante”, Il Saggiatore, 2017) si osservava che «l'eccesso di contante contribuisce in modo decisivo a rendere il mondo più povero, più iniquo e meno sicuro, pone grandi limiti alle politiche monetarie, favorisce l'evasione fiscale e il lavoro nero e rappresenta di fatto un regalo alla criminalità organizzata e al terrorismo»

Inoltre, la lotta all’evasione fiscale rappresenta uno strumento che il governo dovrà utilizzare per ottenere credibilità agli occhi dell’Unione Europea ora che sono in arrivo i 209 miliardi del Recovery Fund (tra prestiti e finanziamenti a fondo perduto)

A queste motivazioni si è aggiunta anche quella di contenere la diffusione epidemiologica del Coronavirus. Infatti, è stato dimostrato che il passaggio del contante di mano in mano aiuti l’aumento del contagio dal momento che il virus riesce a resistere anche diversi giorni sulle superfici del contante.

Il piano cashless del governo per limitare l’uso del contante

Il bonus carta di credito è parte della più ampia strategia cashless del governo che si propone di limitare l’uso del contante in maniera drastica nei prossimi anni. 

Il bonus si aggiungerà, infatti, al credito d’imposta del 30% per le commissioni addebitate ai commercianti e professionisti per le transazioni fatte con carte di credito, di debito o prepagate e altri strumenti tracciabili, in vigore dal primo di luglio e all’accordo stretto con Bancomat, Mastercard e Visa col quale è stato stabilito che a partire dal 2021 si alzerà la soglia per i pagamenti contactless senza pin in Italia. Si passerà dagli attuali 25 euro a 50 euro.

Si dovrà aspettare ancora per la lotteria degli scontrini e per i premi (bonus Befana) a favore dei consumatori che pagano con carta. Questi due strumenti ideati dal governo devono ancora ricevere i fondi necessari per partire.

Nono solo bonus carta di credito: si continua ad abbassare la soglia per l’uso del contante

Un altro strumento importante per favorire l’utilizzo di pagamenti elettronici è l’abbassamento della soglia del contante. Negli ultimi dieci anni si è intervenuti più volte per tentare di dare una stretta decisiva all’uso del cash. Il governo Monti già nel 2011 aveva abbassato la soglia massima del contante fino a 1000 euro. Il governo Renzi, nel 2015, ha innalzato il limite fino a 3000 euro, fatta eccezione per i money transfer e gli assegni per i quali il limite è rimasto 1000 euro.

La Legge di Bilancio 2020, e il relativo decreto fiscale (124/2019), è intervenuta di nuovo sulla disciplina, abbassando la soglia a 2.000 euro a partire dal primo luglio. L’obiettivo è quello di riportare il limite a 1000 euro nel 2021.

Il decreto fiscale del 2020, poi, ha fissato il minimo edittale della sanzione in caso di violazione del limite per l’uso del contante a 2.000 euro. Per le violazioni commesse e contestate a decorrere dal 1° gennaio 2021, il minimo edittale sarà portato a 1.000 euro.

Le sanzioni attuali vanno da 2.000 a 50.000 euro per i pagamenti dai 2.000 fino a 250.000 euro. Mentre oltre i 250.000 euro le sanzioni vanno da 15.000 a 250.000 euro.

Per i professionisti obbligati alle segnalazioni, invece, sono previste sanzioni da 3.000 fino a 15.000 euro.

Per evitare queste multe, quindi, sarà necessario utilizzare carta di credito o altri pagamenti tracciabili per somme superiori a 2000 euro (1000 euro a partire dal 2021).