Sono passate ormai quasi due settimane dal lancio del piano cashback, il programma che avrebbe dovuto prendere il via l'1 gennaio 2021, ma che di fatto è stato anticipato di quasi un mese.

Bonus cashback: fino al 31 dicembre il piano di Natale

Dall'8 dicembre scorso infatti ha preso il via il programma extra cashback di Natale, per il quale il Governo ha allocato risorse per 228 milioni di euro.

In estrema sintesi ricordiamo che il piano di Natale durerà dall'8 al 31 dicembre 2020 e prevede un rimborso del 10% sulle spese pagate con carta di credito, bancomat e app tipo Satispay.

Nel periodo in questione si può ricevere un rimborso complessivo massimo di 150 euro, a patto di effettuare un minimo di 10 pagamenti digitali, per ciascun dei quali sarà riconosciuto un cashback di massimi 15 euro.

Bonus cashback: come funziona il piano 2020-2021

Dopo l'extra cashback di Natale, il piano è stato previsto anche per il 2020 e per il 2021 e con riferimento a tale periodo sono stati allocati fondi per 4,75 miliardi di euro.

Anche in questo caso è riconosciuto un rimborso del 10% sugli acquisti effettuati neu negozi fisici pagando con carta di credito, bancomat e App.

In questa seconda fase il periodo di riferimento sarà di 6 mesi e nell'arco di ogni semestre bisognerà realizzare un minimo di 50 pagamenti digitali per avere diritto ad un rimborso massimo di 150 euro.

Bonus cashback: i rilievi della BCE in una lettera al MEF

Come già evidenziato nell'articolo di venerdì scorso, 18 dicembre (per leggere clicca qui), la BCE, in una lettera inviata al MEF il 14 Dicembre da Yves Mersch, membro uscente del Comitato esecutivo nell’ultimo giorno di mandato, si è lamentata di non essere stata interpellata preventivamente sul piano di cashback per sostenere i pagamenti digitali.

Secondo la BCE il piano del Governo Italiano metterebbe a rischio la neutralità del sistema dei pagamenti, per il "potenziale effetto negativo che potrebbe avere sull’utilizzo dei contanti", in quanto questi sono un mezzo di pagamento tanto importante quanto quello elettronico.

La Bce riconosce che l’incentivo cashback a usare i mezzi elettronici ha lo scopo di combattere l’evasione fiscale nell’interesse pubblico, anche se ne va dimostrata l’efficacia.

Bonus cashback: la posizione del MEF dopo la missiva della BCE

Secondo fonti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la missiva di Mersch, non desta né preoccupazione né ripensamenti, ha carattere formale e non è vincolante.

I rilievi formali espressi da Mersh secondo il MEF non appaiono fondati, in quanto il cashback non limita l’utilizzo del contante né penalizza chi lo usa.

A ciò si aggiunga che il meccanismo di rimborso del 10% tende a incentivare gli strumenti di pagamento elettronici, favorisce la digitalizzazione, aumenta il livello di sicurezza negli esercizi pubblici e favorisce il rispetto delle norme fiscali.

In altre parole, secondo il MEF i rilievi della BCE al piano cashback non hanno effetti sulle decisioni prese, motivo per cui non ci sono ragioni per temere uno stop del programma partito lo scorso 8 dicembre.