È finalmente partito qualche giorno fa, lo scorso mercoledì 18 novembre, il via alle domande per i migliaia di imprenditori italiani per ottenere il riconoscimento del famoso bonus centri storici, quel contributo a fondo perduto che potrà arrivare fino addirittura a 150.000 euro. Si tratta di uno dei tanti bonus e sostegni economici pensati dal Governo italiano con l’obiettivo di aiutare e risollevare la situazione economica di centinaia di migliaia di lavoratori e imprenditori italiani fortemente in crisi a causa dell’arrivo dell’emergenza da Coronavirus

In questo caso, il bonus centri storici ha come scopo principale quello di aiutare economicamente gli esercenti che operano con attività di vendita relativa sia a beni che servizi, nelle ventinove più grandi città d’arte italiane. Effettivamente, questa categoria di imprenditori e commercianti rappresenta una di quelle maggiormente colpite dalla crisi, soprattutto in seguito all’arrivo della seconda ondata di contagi da Covid-19 che ha portato il Governo italiano ad elaborare lo scorso 3 novembre 2020, un nuovo DPCM con ulteriori misure restrittive, identificando molte delle città storiche italiane appartenenti alle cosiddette “zone rosse”. 

Ecco nel dettaglio come funziona il bonus centri storici a fondo perduto, come si calcola l’importo del bonus, i requisiti necessari per accedere al contributo e quali sono le scadenze da rispettare. 

Come funziona il bonus centri storici fino a 150.000 euro

Il bonus centri storici rappresenta uno dei vari contributi e sostegni economici introdotti dal Governo italiano giallo-rosso, capitanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, con l’approvazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge del 14 agosto 2020, n. 104, il famoso Decreto Agosto. 

Secondo quanto previsto dal decreto-legge del mese di Agosto, il bonus centri storici si configura come un contributo a fondo perduto, il cui importo può arrivare anche ad importi molto alti, fino a 150.000 euro. 

Il bonus è riconosciuto a quegli imprenditori ed esercenti di attività relativi alla vendita di beni e di servizi al pubblico, che operano all’interno delle ventinove principali città d’arte presente su tutto il territorio italiano.

L’obiettivo del bonus centri storici a fondo perduto è quello di aiutare gli imprenditori che appartengono al settore economico che al momento rappresenta uno di quelli più colpiti a causa dei diversi lockdown che si sono susseguiti in quest’anno in seguito all’arrivo del Coronavirus. 

Per quanto riguarda il pagamento e l’erogazione dell’importo previsto dal bonus centri storici, questo avverrà tramite tradizionale accredito sul conto corrente indicato all’interno del modulo di richiesta del bonus, da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Chi può accedere al bonus centri storici

In particolare, l’articolo 59 del decreto-legge del 14 agosto 2020, n. 104, prevede il riconoscimento del bonus con un contributo a fondo perduto per tutte quelle attività commerciali operanti nei centri storici in quelle città d’arte ad alta vocazione turistica. 

Rientrano quindi nella lista degli aventi diritto il bonus centri storici, i commercianti e gli imprenditori con attività commerciali presenti nei centri storici relativi ai Comuni sia capoluogo di provincia che di città metropolitana che, secondo quanto emerso dai risultati delle ultime ricerche e rilevazioni effettuate da parte dell’Istat, avevamo registrato una presenza turistica internazionale pari ad almeno tre volte superiore al numero dei residenti presenti sul territorio. 

Sulla base delle statistiche Istat, emerge che i Comuni che rientrano nella lista dei ventinove principali centri storici italiani che saranno quindi interessati dal riconoscimento del bonus centri storici sono i seguenti: Agrigento, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Cagliari, Catania, Como, Firenze, La Spezia, Lucca, Genova, Matera, Milano, Napoli, Padova, Pisa, Palermo, Roma, Ragusa, Torino, Ravenna, Rimini, Ragusa, Siracusa, Siena, Urbino, Verbania, Venezia e Verona. 

I requisiti per accedere al bonus centri storici

Secondo quanto previsto dal Decreto Agosto, per poter accedere al bonus centri storici dal valore massimo di 150.000 euro, sarà necessario che gli imprenditori abbiano aperto la propria partita iva prima della data del 30 giugno 2020, la quale dovrà essere ancora attiva anche al momento della presentazione della domanda. Inoltre, è necessario che l’imprenditore svolta un’attività relativa alla vendita di beni o di servizi, all’interno delle zone A dei Comuni che rientrano nella lista dei ventinove centri storici italiani resa nota dall’Istituto Istat. 

Per poter usufruire del bonus centri storici a fondo perduto, sarà necessario non aver usufruito del bonus ristoratori previsto sempre dal Decreto Agosto, ovvero quel contributo economico a fondo perduto volto a sostenere la filiera del Made in Italy. 

Quali sono gli importi del bonus centri storici

Il Decreto Agosto ed in particolare l’articolo 59, stabilisce che per quanto riguarda l’importo del bonus centri storici a fondo perduto, questo dovrà essere calcolato attraverso un meccanismo che applica una percentuale diversa alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi in riferimento al mese di giugno del 2020, rispetto all’ammontare di questi valori legati al mese di giugno dell’anno scorso, dunque il 2019. 

Per quanto riguarda la percentuale applicata, questa sarà pari al 15% nel caso in cui l’ammontare dei ricavi e dei compensi ottenuti nell’anno 2019 risultano essere inferiori ai 400.000 euro. La percentuale diventa pari al 10% quando i ricavi e i compensi riferiti al 2018, risultano compresi tra i 400.000 euro e un milione di euro. Sarà invece applicato il 5% della percentuale, quando ricavi e compensi registrati nell’anno 2019 hanno superato un milione di euro.

Se il richiedente esercita più attività commerciali nelle zone A, sarà necessario fare riferimento in maniera separata all’ammontare dei corrispettivi e dei fatturati del mese di giugno sia del 2019 che del 2020.

L’importo complessivo del bonus in quel caso sarà calcolando sommando i vari contributi relativi a ciascun esercizio, purché vi siano i requisiti di calo del fatturato. 

Il Decreto Agosto definisce, inoltre, un importo minimo previsto per il bonus centri storici, il quale sarà pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per quei soggetti diversi da persone fisiche. Invece per quanto riguarda l’importo massimo del contributo a fondo perduto, è stata fissata la soglia di 150.000 euro

Occorre specificare che il bonus centri storici sarà escluso dalle tassazioni sia relative alle imposte sui redditi che per quanto riguarda l’Irap, e non andrà ad incidere sul calcolo del rapporto in merito alla deducibilità di spese o di interessi passivi. 

Come presentare la domanda per il bonus a fondo perduto

Per poter accedere al bonus centri storici a fondo perduto, gli imprenditori e i commercianti che sono in possesso dei requisiti prima citati e che operano in una delle principali ventinove città d’arte italiane, potranno effettuare la domanda direttamente tramite l’apposito modulo presente sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. 

A partire dallo scorso mercoledì 18 novembre 2020, entro e non oltre il 14 gennaio dell’anno prossimo, 2021, i contribuenti italiani potranno richiedere il bonus compilando la domanda sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accedendo alla sezione riservata “Fatture e Corrispettivi”.

All’interno del modulo per la richiesta del bonus centri storici, l’imprenditore dovrà inserire: codice fiscale del richiedente (ed eventualmente del rappresentante, nei casi in cui il richiedente non coincide con la persona fisica). Il modulo è accessibile al seguente link, presente sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Inoltre dovrà essere anche dichiarato il possesso dei requisiti necessari per accedere al bonus, dunque se l’attività del richiedente rientra in quelle previste dal comma 1 dell’articolo 59 del Decreto Agosto, i ricavi ottenuti relativi all’anno 2019, il valore del fatturato dei mesi di giugno sia dell’anno 2019 che del 2020. 

Il richiedente dovrà poi fornire anche l’Iban legato al proprio conto corrente postale o bancario, la firma e la data di presentazione del modulo. 

Si ricorda che sarà possibile presentare la domanda per il bonus centri storici anche attraverso delega ad intermediari abilitati riconosciuti dall’articolo 3, comma 3, del Dpr n. 322 del 1998, purché questi abbiano la cosiddetta delega “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche e dei loro duplicati informatici”, disponibile all’interno della sezione Fatture e Corrispettivi.