Bonus Inps nuovi, contributi a fondo perduto, ristori dal 200% al 400% per bar, ristoranti, pizzerie, palestre, teatri e le altre attività penalizzate dal DPCM 24 ottobre 2020. Ecco cosa prevedono le nuove misure del decreto ristori, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Al via sussidi ed aiuti per le attività colpite da chiusure e restrizioni. Ma anche bonus ai lavoratori e proroghe per Cassa integrazione e Reddito di Emergenza. Cancellata la seconda rata IMU, in scadenza al 16 dicembre, ma non per tutti.

Chi potrà beneficiare dei nuovi sussidi previsti dal decreto ristori, a chi sono destinati i bonus Inps? Per chi salta il pagamento dell'IMU e chi godrà della proroga della Cassa Integrazione? Ancora tante nubi all'orizzonte e diversi aspetti da definire. Cerchiamo, allora, di fare luce su destinatari, modalità e scadenze previste dalle nuove disposizioni governative.

Bonus Inps: a chi vanno i 1000€ del decreto ristori

Il bonus Inps da mille euro previsto per dal decreto ristori sarà erogato una tantum. I beneficiari saranno i lavoratori appartenenti a determinati settori, identificati dalle relazioni tecniche del governo, come i più colpiti dalle misure restrittive poste in atto con l'ultimo DPCM.

Cosa prevede l'Articolo 16 del decreto ristori.

Ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, viene riconosciuta un’indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro.

I beneficiari sono gli stessi del precedente bonus Inps stagionale previsto ad Agosto. Ovvero: lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali.

Gli intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giorni nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 27 ottobre. Autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Incaricati alle vendite a domicilio. Con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata.

Per poter usufruire del bonus Inps previsto dal decreto ristori i lavoratori, non devono risultare titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o titolari di pensione.

Anche per i dipendenti a tempo determinato del settore del turismo e degli stabilimenti termali, è riconosciuta una indennità onnicomprensiva pari a 1000 euro. I requisiti necessari per questi lavoratori sono:

  1. titolarità nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 27 ottobre di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nel settore del turismo e degli stabilimenti termali. Durata complessiva di almeno trenta giorni.
  2. titolarità nell'anno 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale nel medesimo settore, di almeno 30 giorni.
  3. assenza di titolarità, al momento dell'entrata in vigore del decreto, di pensione e di rapporto di lavoro.

Le modalità della presentazione della domanda saranno a breve chiarite dall'Inps in una circolare di riferimento.

Bonus Inps e partita Iva. Ecco cosa prevede il decreto ristori

Il decreto ristori prevede finanziamenti a fondo perduto per le partita iva colpite dalle chiusure del DPCM del 24 ottobre. Infatti, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO indicati nel decreto.

Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

Cosa è richiesto ai detentori di partita iva per poter attingere al fondo?

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile dell'anno precedente. E' riconosciuto inoltre a imprese che non superino la soglia dei 5milioni.

Si ritiene che già da metà novembre qualcuno possa ricevere il versamento del fondo perduto. Probabilmente saranno i beneficiari del precedente decreto rilancio. Per le altre attività, comprese quelle che superano i 5milioni, è necessario presentare istanza all'Agenzia delle entrate ed attendere fine 2020 per ricevere il denaro.

Previsti bonus Inps anche per taxi ed alberghi nel decreto ristori

In arrivano bonus Inps anche per i taxi e gli Ncc. Considerate tra le categorie colpite dalle chiusure anticipate alle ore 18, anche le categorie di tassisti e dei noleggi con conducente, riceveranno come stabilito dal decreto ristori un indennizzo pari al  100 % di quanto hanno ottenuto con il dl Rilancio dell'aprile scorso.

Le somme verranno erogate direttamente sui conti bancari degli interessati. Misura raggiunta grazie agli incontri tra i rappresentanti di categorie e il sottosegretario Margiotta.

Novità per il settore turistico, con il decreto ristori vengono inclusi tra i beneficiari del fondo perduto anche gli alberghi e le attività con un volume di affari superiore ai 5milioni. Si tratta di un importante novità in quanto apre le porta delle sovvenzioni anche a migliaia di attività finora escluse.

Il ristoro per questa attività dovrebbe corrispondere a circa il 150% in più di quanto previsto dal precedente decreto rilancio.

Anche lo sport avrà il suo bonus Inps con il decreto ristori

Bonus di 800€ ai lavoratori del settore sportivo. Questa la principale novità contenuta nel decreto ristori che finalmente include tra i beneficiari dei bonus Inps anche i lavoratori del mondo dello sport. Con le chiusure dei centri sportivi e delle palestre migliaia di lavoratori del settore vedono azzerate le loro entrate ecco quindi che il bonus Inps va a risanare questo gap.

Tale importo non concorre alla formazione del reddito e spetta ai lavoratori di Coni, Cip e di tutte le società e associazioni sportive dilettantistiche riconosciute.

Non è riconosciuto ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza e/o del reddito di emergenza. Le domande degli interessati, unitamente all’autocertificazione del possesso dei requisiti, sono da presentare entro il 30 novembre 2020.

II rata IMU cancellata dal decreto ristori

Il decreto ristori cancella la seconda rata dell'IMU in scadenza al 16 dicembre. Ma il provvedimento è solo temporaneo.

L'articolo 10 del decreto ristori prevede infatti che , non è dovuta la seconda rata dell'imposta municipale propria (IMU), concernente gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività principali. A condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Per sopperire alle mancate entrate dei Comuni delle imposte previste per il 16 dicembre, saranno versati sul fondo dedicato ulteriori 96 milioni per l'anno 2020.

Per sapere le categorie interessate dal beneficio della sospensione del pagamento dell'IMU di dicembre, si dovrà attendere l'approvazione del testo definitivo del decreto ristori. Si può ipotizzare che ne saranno beneficiari gli stessi soggetti elencati nel precedente decreto. Quindi: stabilimenti balneari marittimi; discoteche; strutture sportive; agriturismi; villaggi turistici e similari.

Ricordiamo che già il decreto di agosto aveva previsto un annullamento dell'IMU per gli anni 2021 e 2022 per cinema, teatri e sale per concerti. Fermo restando che proprietario e gestore coincidano nella stessa persona.

Proroga per CIG e REM con il decreto ristori

Proroga di 6 settimane per la cassa integrazione previste dal decreto ristori. Misura necessaria poiché molte imprese termineranno la cassa integrazione prevista dal decreto agosto a metà novembre. Con le ulteriori 6 settimane, fruibili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021, imprese e lavoratori ottengono qualche mese in più di ossigeno.

Nella stessa misura arriva anche la proroga per il blocco licenziamenti, anch'esso prorogato fino al 31 gennaio 2021.

Ma non è tutto, perché la nuova legge di bilancio dovrebbe prevedere ulteriori mesi di cassa integrazione. La proroga inserita nel decreto ristori è solo un prolungamento voluto per arrivare all'approvazione della legge di bilancio senza lasciare scoperte imprese e lavoratori.

Prevista dall'articolo 13 del decreto ristori, si riferisce alla cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e in deroga. Viene riconosciuta ai datori di lavoro che hanno sospeso o ridotto l’attività lavorativa a causa dell’emergenza Covid. La misura è riconosciuta sia alle categorie presenti nel precedente decreto che alle nuove previste dal DPCM 24 ottobre.

L'articolo 15 del decreto ristori, si occupa invece del REM (reddito di emergenza) e stabilisce che

ai nuclei familiari già beneficiari della quota del Reddito di emergenza (“Rem”) è riconosciuta la medesima quota anche per il mese di novembre 2020.

Per quanto concerne la richiesta, non vale più la scadenza al 15 ottobre, ma sarà ancora possibile fare domanda.

Decreto ristori: arrivano i voucher per gli spettacoli

Rimborso di titoli di acquisto di biglietti per spettacoli dal vivo. Questo quanto stabilito dall'articolo 6 del decreto ristori.

La possibilità di rimborsare con voucher i titoli di accesso a spettacoli e luoghi della cultura si applichino anche al periodo decorrente dal 24 ottobre fino al 31 gennaio 2021 per i soli titoli relativi a spettacoli dal vivo, inclusi nell’ambito delle misure restrittive.

Ciò vale anche per i titoli acquistati dal 1 al 24 ottobre non fruiti finora e non fruibili fino al 31 gennaio 2021.

Anche qui possiamo parlare di proroga a quanto già stabilito dei precedenti decreti. Infatti era già previsto un rimborso tramite voucher spendibili in futuro. Si va semplicemente ad allungare il periodo di fruizione dei bonus, così come il periodo di riferimento di spettacoli di cultura o eventi dal vivo.

Previsto nel decreto ristori anche un bonus emergenza per la cultura per 400milioni di euro. Il fondo si rivolge al mondo dello spettacolo e della cultura, dal momento che il DPCM ha disposto la chiusura di cinema e teatri fino al 24 novembre.

Per cultura e turismo, in particolare, le risorse messe a disposizione valgono 1miliardo sui cinque che il decreto mette a disposizione.