VI ricordate i cinque parlamentari che hanno chiesto il bonus di 600 euro riservato a chi è in possesso della partita Iva? L’identità di tre di loro è già stata rivelata. In che modo? Semplicemente con l’autodenuncia.

E così ecco svelate l'identità dei parlamentari Elena Murelli e Andrea Dara della Lega, più Marco Rizzone del M5S. Della serie, prima che venga fuori il mio nome, meglio cantare per primi, che magari ci si fa pure una figura migliore.

Non che sia andata poi proprio così, dato che le motivaizoni fornite anche da molti altri esponenti politici locali, anche loro "colpevoli" seppur di colpevolezza non si parla perché secondo la legge chiunque fosse in possesso di una partita iva attiva era autorizzato a chiedere il bonus, si sono rivelate ridicole se non peggio, tra “Volevo dare quei soldi in beneficenza” a “E’ stato il mio commercialista” fino a “E’ stata mia moglie”.

Parlamentari che hanno chiesto il bonus, il presidente dell'Inps tace

Due di loro, tuttavia, sono ancora ignoti e il presidente dell’Inps Pasquale Tridico non sembra abbia intenzione di interrompere la cosiddetta “melina” con cui da tempo sta... prendendo tempo.

Il 29 agosto infatti ha inviato una risposta a dir poco interlocutoria alla presidente della Commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani, Pd, che ha fatto richiesta formale per conoscere i nominativi dei 5 parlamentari da qualcuno chiamati “furbetti del bonus”. 

Parlamentari che hanno chiesto il bonus, Tridico tira in mezzo ancora la privacy

Questione di privacy. Sempre lei. Tridico si era “nascosto” per così dire, dietro la privacy quando il quotidiano La Repubblica ha scritto per la prima volta dell’esistenza dei parlamentari che, autorizzati dalla legge, avevano chiesto il bonus, nonostante il loro ricco stipendio di oltre 14.000 euro al mese. E così ha fatto anche nella sua ultima risposta: “Rinvio -ha detto Tridico- all’esito delle determinazioni che verranno assunte dall’Authority”. 

Le domande ancora irrisolte sono tante. Vien quasi da pensare che i due parlamentari misteriosi possano essere nomi importanti, anche in vista del referendum che si terrà il 20 e il 21 settembre inerente al taglio dei parlamentari e delle elezioni regionali.

Resta il fatto che Serracchiani ha già dichiarato di voler chiamare in audizione il Garante stesso. Il motivo? Chiarire una volta per tutte le condizioni che ancora adesso impediscono la comunicazione ufficiale, da parte dell’ente contributivo, dei nominativi dei beneficiari del bonus.

Ecco perché la privacy, nel caso del parlamentari che hanno chiesto il bonus, non vale 

Beneficiari del bonus che, va ricordato, non sono stati solamente i parlamentari. Ci sono anche decine e decine di politici locali coinvolti, tra cui anche governatori regionali, altre figure che portano a casa attorno ai 10.000 euro al mese. 

In queste settimane, l’istituto di previdenza, dopo aver comunicato al quotidiano dell’esistenza di centinaia di politici che hanno fatto richiesta del bonus, ha deciso di proteggerne l’identità invocando la privacy, nonostante il Garante abbia successivamente chiarito, come sottolinea anche il Fatto Quotidiano, “che nulla osta alla pubblicazione dei nomi”.

Inoltre sono in tanti a chiedere l'apertura di un’indagine per capire il motivo per cui l’Inps è venuta a conoscenza dell’identità di questi politici, evidentemente indagando tra i codici delle partite iva, cosa non richiesta effettivamente per l’erogazione del bonus. 

Per il garante nulla osta a rivelare l'identità dei tre parlamentari che hanno chiesto il bonus

“I beneficiari di contributi pubblici vanno sempre resi noti quando da ciò non possa evincersi una condizione di disagio economico-sociale“ ha aggiunto il Garante della Privacy. Privacy il cui diritto è anche ridotto, se così si può dire, rispetto ai cittadini comuni, in quanto si tratta in questo caso di persone che svolgono una funzione pubblica.

Insomma, non c’è motivo per cui l’Inps e Pasquale Tridico tirino in mezzo ancora la privacy, sembra quasi che le stia provando tutte pur di non rendere noti i due nomi rimasti. Ciò nonostante, questa è la spiegazione fornita dal presidente dell’ente contributivo: “E’ in corso un’istruttoria presso il Garante per la protezione dei dati personali riguardante il trattamento dei dati personali effettuato dall’Istituto per la verifica della sussistenza dei presupposti per beneficiare dei sussidi richiesti con le istanze presentate e liquidate. L’Istituto ha, al momento, sospeso ogni ulteriore attività di trattamento di tali dati e sta quindi valutando l’ipotesi di differire la decisione sull’ostensione o meno dei medesimi all’esito delle determinazioni che verranno assunte dal Garante".

Politici che chiedono il bonus candidati alle elezioni del 20-21 settembre

Non bisogna dimenticare infine che l'identità non ancora rivelate di alcuni di questi politici (va ribadito: ci sono anche moltissimi esponenti locali e governatori di regioni nella lista di chi ha chiesto il bonus) potremmo ritrovarceli candidati nelle liste per le elezioni amministrative, in programma il 20 e il 21 settembre.