Inizialmente lo scandalo era: ma come possono cinque parlamentari, con quello che guadagnano (sono i più ricchi d'Europa), chiedere il bonus da 600 euro (poi diventati mille) riservato alle partite Iva? E come può l'Inps erogare i soldi a tre di loro, "togliendoli" a decine di migliaia di italiani che ancora devono ricevere un euro? Poi lo scandalo è diventato quello relativo alla condotta dell’Inps.

Perché nel cercare le figure parlamentari "incriminate" di aver chiesto il bonus potrebbe aver violato la privacy di milioni di italiani. L'ente previdenziale respinge le accuse. Tuttavia, se queste dovessero essere fondate,  è quasi come se l'Inps si trovasse nella situazione di chi fa qualcosa di grave senza nemmeno accorgersene, un po' come Matteo Salvini che crede di potersi togliere la mascherina in pieno lockdown per parlare con una signora accanto a lui, a una distanza inferiore di un metro. 

Infine, lo scandalo si è trasformato, o meglio si è evoluto ancora. Stando alla denuncia di molti di quegli oltre duemila politici del territorio che, come i 5 parlamentari, hanno chiesto il bonus di 600 euro, di politica non si vive. Una vera e propria autodenuncia, quella di alcuni consiglieri e assessori, i quali hanno evitato così che i loro nomi venissero fuori da terzi, con il tentativo di spostare i riflettori su un altro tema. E cioè che con la politica, in Italia, non sempre si guadagna bene. A volte non si guadagna per niente.

Scandalo bonus a parlamentari e politici: nessuno accetta la gogna mediatica

Ma sarà davvero così? Possibile che la colpa non sia di nessuno e che non ci sia nemmeno un briciolo di pentimento e di "mea culpa"? Nella nostra memoria rimane impressa sempre e comunque la cifra che equivale a quanto guadagna un parlamentare: più di 12.000 euro al mese come indennità, la più alta d'Europa. Eppure cinque di loro hanno chiesto ugualmente il bonus riservato alle partite Iva.

Perché l’aiuto del governo rivolto agli autonomi non ha alcun tetto. Non importa se guadagni 170.000 euro all’anno. Se hai una partita iva aperta, puoi chiedere il bonus. Punto. Cinque parlamentari l’hanno chiesto, tre l’hanno ottenuto. La loro identità è ancora celata anche se, stando alle ultime notizie, non c’è alcuna privacy da tutelare. I loro nomi si possono e si devono fare e, probabilmente, verranno pubblicati.

Intanto però, come detto, sindaci, assessori, consiglieri comunali non ci stanno ad accettare una gogna mediatica che per certi versi è già iniziata.

Bonus a parlamentari e politici: anche governo e Inps respingono le accuse

Perché loro, a quel bonus, hanno diritto esattamente come tutti gli altri. Questa è la loro posizione. Perché spesso i soldi ricevuti quando l'incarico è locale, sono molto pochi, spesso limitati a un gettone di presenza. Insomma, la faccenda è ingarbugliata.

L’Inps è pronta ad andare fino in fondo, con il presidente Tridico disposto a querelare chi sostiene che il caso sia stato montato in vista del Referendum di settembre sul taglio del numero dei parlamentari.

Il governo difende la decisione di non aver posto tetti sul bonus perché l’erogazione dei soldi doveva avvenire il più presto possibile e mettere dei paletti sin da subito avrebbe rallentato l’operazione. 

Bonus a parlamentari e politici, ma quanto guadagnano al mese? 

A una domanda però intanto si può rispondere. E cioè: quanto guadagnano i nostri politici? Senatori, parlamentari, governatori regionali, sindaci e consiglieri. Ovviamente la cifra varia e anche di tanto, se mettiamo a confronto un deputato con un politico locale. Tuttavia, da questo punto di vista, è bene fare chiarezza. Anche per capire cosa li abbia davvero spinti a chiedere il bonus. 

Si è parlato di 12mila euro netti al mese per i parlamentari. In realtà questi soldi sono solo una parte dell’indennità prevista per loro. Ci sono infatti le voci di rimborso spese o “diaria” per le spese quotidiane, che portano la cifra a 14.643 euro per i senatori.

Più “poveri” i deputati che arrivano a 13.971,35 euro al mese. Finito? Finito. Anzi no. Perché i benefit di cui godono i parlamentari sono tanti, tra cui i trasporti gratis e agevolazioni anche in molti ristoranti, giusto per fare un esempio. 

Quanto guadagnano i ministri e il premier?

Nel Consiglio dei Ministri le cifre variano, ma si vola ugualmente molto in alto. Il premier mette in tasca 114.000 euro lordi all’anno. C’è da precisare tuttavia che Giuseppe Conte, seguendo i dettami del Movimento Cinque Stelle prima delle elezioni politiche del 2018, ha deciso di decurtarsi volontariamente lo stipendio del 20%. Inoltre, c’è un dossier del Corriere della Sera che rivela di guadagni ben più alti per il premier prima che entrasse a Palazzo Chigi (si parla di un milione e centomila euro circa) Insomma, la sua attività di avvocato e di professore universitario, evidentemente, rendeva molto di più. 

Non si può dire la stessa cosa per i ministri. Intanto c’è da fare una distinzione. Ci sono i ministri eletti in Paramento. E poi ci sono i ministri non parlamentari. I primi ricevono solo l’indennità della Camera di appartenenza, che come abbiamo visto variano leggermente tra senatori e deputati.

Al contrario, i ministri non parlamentari guadagnano meno della metà di chi presiede un ministero a Palazzo Chigi: 4.500 euro netti al mese. Più i rimborsi di altre spese.

C’è da dire che anche di fronte a queste cifre, chiedere il bonus per le partite iva di 600 euro appare come minimo inopportuno. Specie per chi, come la classe politica, dovrebbe dare il buon esempio. 

Bonus ai parlamentari, ma anche ai governatori regionali: quanto guadagnano?

Passiamo ai governatori di regione. Perché anche loro figurano tra gli oltre duemila politici del territorio ad aver chiesto il bonus. Il massimo he può incassare il presidente di un’ente territoriale regionale è di 13.800 euro lordi al mese. Questa cifra è stata decisa dalla Conferenza delle Regioni, ricorda anche il Riformista, assieme agli 11.100 euro come indennità riconosciuta ai consiglieri regionali: anche in questo caso, la cifra non può andare oltre. 

C'è chi si è giustificato scaricando la patata bollente sul proprio commercialista. Roba del tipo: io non ne sapevo niente, ha fatto tutto il mio collaboratore fiscale e così ho dato i soldi in beneficenza. Ma ovviamente è una posizione che, francamente, non sta in piedi. Come hanno già ribadito più volte il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il direttore di Libero Pietro Senaldi: la beneficenza non si fa con i soldi dello Stato, e quindi i soldi di tutti, bensì con i soldi propri.

Da Zaia a Zingaretti fino a Fontana: ecco lo stipendio dei governatori delle Regioni

Il governatore del Veneto Luca Zaia, il cui vice Gianluca Forcolin ha chiesto e ottenuto il bonus (dunque più di 10mila euro, più i 600 euro previsti dal bonus), sfiora i 13.800 euro al mese. La cifra è uguale anche per Nicola Zingaretti che guida il Lazio ma è anche il segretario del Pd, e per Michele Emiliano govenatore della Puglia. Stessa cifra per la presidente della Calabria Jole Santelli. Poco meno per Giovanni Toti presidente della Liguria: 13.764 euro lordi, 10.514,77 netti, circa 300 euro in più rispetto al governatore campano Vincenzo De Luca e 200 in più rispetto al governatore della Lombardia Attilio Fontana (13.245 euro lordi al mese).

C’è anche chi guadagna meno come Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, che percepisce 9.758 euro lordi, più un'ulteriore indennità in qualità di presidente della Conferenza Stato-Regioni.

Bonus ai parlamentari, ma anche a sindaci e consiglieri: quanto guadagnano

Lo stipendio dei sindaci, altre figure politiche che hanno chiesto il bonus come i 5 parlamentari, viene calcolato in base al numero degli abitanti delle città o dei paesi governati. Per i capoluoghi di provincia siamo a 5.052 euro al mese (2.273 per un vicesindaco e 2.021 per un assessore). Sopra i 20mila abitanti la cifra è attorno ai 3.700 euro al mese (1.471 il vicesindaco e 1.103 un assessore). Sotto i mille abitanti siamo sotto gli 840 euro lordi, con 357 per il vicesindaco e 268 per un assessore.

Il sindaco di Roma Virginia Raggi percepisce 9.762 euro al mese. Infine, ecco i consiglieri comunali. Quelli delle grandi città ricevono in media 1.200-1.500 euro lordi al mese, fino a un massimo di 2.000 euro. Tutto dipende da quanti gettoni di presenza raccolgono. Un consigliere può anche non guadagnare nulla, succede anche questo nei comuni più piccoli. Eppure, resta un politico.