ll Governo italiano, nel varare per decreto bonus, indennità e sussidi anti Covid, non ha riservato lo stesso trattamento ai professionisti con evidenti differenze, se non disparità, tra le partite Iva iscritte all'Inps ed i professionisti iscritti, invece, alle rispettive casse di previdenza

Professionisti iscritti alle casse private: sì al bonus affitti, no ai contributi a fondo perduto

Al riguardo, riporta il Corriere.it, spicca l'esclusione dei professionisti ordinistici dai contributi a fondo perduto. I professionisti ordinistici ed liberi professionisti che sono in possesso dei requisiti per beneficiare dell'indennità di 600 euro istituita con il Decreto Cura Italia, infatti, sono esclusi dall'accesso ai contributi a fondo perduto come peraltro conferma il sito Ipsoa.it.

La disparità tra partite Iva è stata fortemente criticata dal Comitato Unitario Permanente degli Ordini e dei Collegi Professionali (CUP) sottolineando al riguardo una inaccettabile discriminazione a carico di 2,3 milioni di professionisti, e di conseguenza un atteggiamento punitivo da parte del Governo italiano. Pure per il bonus 600 euro, con il Decreto Cura Italia, ci sono state inoltre disparità di trattamento tra partite Iva iscritte all'Inps e quelle, invece, iscritte alle casse private.

Pur tuttavia, così come previsto dal Decreto Rilancio, i professionisti ordinistici possono invece accedere al credito di imposta al 60% sui canoni di locazione, ovverosia al cosiddetto bonus affitti a patto di rispettare i requisiti sul fatturato previsti.

Contributi Inail per riduzione rischio di contagio, tutti i professionisti esclusi senza distinzioni

Professionisti tutti esclusi, ordinistici e non, dai contributi Inail che, gestiti da Invitalia, sono finalizzati a sostenere le imprese nell'acquisto di dispositivi di protezione per la riduzione, nei luoghi di lavoro, del rischio di contagio da coronavirus.