Lo smartworking, la didattica a distanza e il cambiamento tecnologico degli ultimi periodi stanno mettendo a dura prova l’Italia. Un Paese che per molti anni è rimasto a guardare la trasformazione degli Stati più industrializzati e delle potenze mondiali cercando di prendere qualche spunto per poter investire nell’innovazione, nello sviluppo e nella tecnologia. Ma gli ultimi avvenimenti hanno costretto l’Italia ad aprire gli occhi di fronte a un mondo che sta cambiando e hanno costretto le persone ad adattarsi a una nuova quotidianità. Anche la pandemia di coronavirus ha innescato nuove sfide all’Italia, mettendola di fronte al necessario sviluppo, al necessario adattamento alla tecnologia.

Non poter andare in ufficio o a scuola ha reso necessario l’utilizzo e l’invenzione di nuovi strumenti per docenti, studenti, lavoratori e professionisti. Il pc, i tablet, le case, gli uffici: tutto è mutato e si è adattato a un imprevisto che nessuno avrebbe mai immaginato. L’Italia non era pronta, né per la didattica online o a distanza, né per lo smartworking. Ma l’orizzonte di lungo periodo è quello di ridurre notevolmente il digital divide – o divario tecnologico – tra coloro che hanno gli strumenti per poter proseguire le loro attività produttiva e coloro che invece rimangono esclusi ai margini della società tecnologica e digitale. Divario che – soprattutto con l’evoluzione del lavoro agile e la chiusura delle scuole – si è reso ancora più evidente.

Il Ministero dello Sviluppo Tecnologico – dopo l’annuncio del ministro Pisano sull’arrivo di fondi europei a sostegno della digitalizzazione e per combattere il digital divide – ha firmato i decreti attuativi e istitutivi del bonus pc e tablet (10 agosto 2020). Un incentivo che varia da un minimo di 200 euro fino a un massimo di 500 euro a beneficio di famiglie e imprese per poter dotarsi di strumenti tecnologici che possano essere in grado di avvicinare anche coloro che sono in difficoltà economica al livello minimo di benessere. Lavorare da casa oggi richiede la dotazione di un pc, di una connessione ad Internet e di un locale adibito ad ufficio in cui poter svolgere in tranquillità le proprie mansioni. Anche studiare ai tempi del Covid-19 ha richiesto agli studenti forza di volontà, costanza e impegno; ha richiesto la possibilità di connettersi a una stanza comune dove poter vedere tramite uno schermo i propri compagni di classe, senza poter più chiacchierare con il vicino di banco.

In vista del rientro in classe a settembre e in vista della proroga del lavoro in smartworking per la metà dei dipendenti della Pubblica Amministrazione, il governo ha previsto opportuni aiuti per migliorare e contrastare il divario digitale. Come si richiede il bonus pc e tablet, come funziona e a chi spetta? Come e dove si può presentare la richiesta per ottenere il voucher? Una breve guida per chiarire ogni dubbio.

Bonus pc e tablet: cos’è 

Una società digitale e sempre più tecnologica che guarda al futuro con ambizione. Dopo la pandemia di coronavirus anche il nostro Paese ha riscoperto l’utilizzo della tecnologia nelle azioni quotidiane: dal lavoro alla scuola, dagli acquisti alle prenotazioni di oggetti più disparati. Nel periodo di lockdown le vendite online sono balzate in aria e hanno subito aumenti pari a più del doppio rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Allo stesso modo, moltissimi uffici hanno preferito proseguire il loro lavoro agevolmente da casa, potendo disporre di connessioni veloci ad Internet e dispositivi tecnologici all’avanguardia. La scuola ha chiuso i cancelli, ma le lezioni hanno proseguito in un’altra veste. Chi poteva collegarsi ad Internet ha svolto la didattica a distanza, mentre i più penalizzati sono stati sicuramente i ragazzi provenienti da famiglie con un disagio economico elevato.

Proprio per le famiglie in difficoltà economica, il governo ha previsto un bonus pc e tablet da un minimo di 200 euro fino a un massimo di 500 euro. In questo modo tutti potranno essere inclusi nel lavoro, nell’istruzione e nella società digitale che si sta sviluppando in questo periodo. 

L’idea di istituire un fondo spendibile per gli acquisti di strumenti tecnologici, web, pc e tablet viene dall’Unione Europea. Margrethe Vestager, commissaria alla concorrenza Ue, ha spiegato che questo bonus ha come obiettivo rimario il contrasto del digital divide (o divario digitale) in Italia, reso ancora più marcata dalla pandemia di coronavirus. L’obiettivo, inoltre, rientra nel piano di sviluppo e digitalizzazione presentato il 5 maggio 2020 e approvato dalla Commissione Europea. Stefano Patuanelli – ministro allo Sviluppo Economico –, in seguito, ha firmato due decreti attuativi: il Piano Scuola e il Piano Voucher per le Famiglie. Dovrebbero rientrare nei potenziali beneficiari del bonus almeno 2,2 milioni di famiglie in difficoltà (per uno stanziamento di almeno 200 milioni di euro).

Bonus pc e tablet: come funziona

Inserito nel Piano Nazionale di Riforme (PNR), il bonus pc e tablet è un contributo di 500 euro a sostegno di tutte le famiglie che si trovano in condizioni di disagio economico volto all’acquisto di strumenti e dispositivi tecnologici che possano combattere il divario digitale. La classificazione degli importi che andranno a beneficio delle famiglie varierà sulla base del reddito ISEE e si estenderà da un contributo minimo di 200 euro fino a un massimo di 500 euro. È previsto anche un fondo dedicato alla digitalizzazione delle imprese: in questo caso gli importi del bonus varieranno da un minimo di 500 euro (per le connessioni fino a 30 Mbps) fino a un massimo di 2.000 euro (per le connessioni fino a 1 Gbps). Infine, è prevista l’istituzione di un Piano Scuola da 400 milioni di euro per l’attivazione di servizi in banda larga. L’intervento di digitalizzazione riguarderà oltre 32.000 istituti scolastici dislocati su tutto il territorio nazionale.

Il bonus da 500 euro in totale servirà oltre che per l’acquisto di pc e tablet anche per l'attivazione di servizi a banda larga con download (ovvero velocità nello scaricamento dei dati) pari ad almeno 30 Mbps (megabit al secondo). Una parte del bonus (200 euro), quindi, sarà destinata ad Internet e agli investimenti nelle reti; mentre invece, la restante parte (di 300 euro) sarà destinata alle famiglie senza limitazioni reddituali o ISEE e andrà a finanziare l’acquisto di apparecchi elettronici, pc, tablet per poter agevolmente seguire le lezioni a distanza o lavorare dalla propria abitazione.

L’erogazione del bonus partirà da settembre 2020 – secondo le direttive emanate dal Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) – e avverrà tramite l’assegnazione di un voucher da attivare tramite l’inserimento di alcune credenziali su un’apposita piattaforma. I primi richiedente del bonus e beneficiari dello stesso potranno ricevere con precedenza il contributo.

Beneficiari, requisiti e importi del bonus pc

I potenziali beneficiari del bonus pc e tablet non sono soltanto le famiglie che si trovano in difficoltà economica o che rientrano nelle limitazioni reddituali ISEE. Il contributo, infatti, va anche a sostegno delle imprese, ma con valori e importi differenti. Previsto anche un concreto sostegno alle scuole per poter installare connessioni veloci e a banda larga in oltre 32.000 istituti.

Per quanto riguarda le famiglie, infatti, si tratta di un bonus massimo di 500 euro suddiviso in 200 euro da spendere in connessioni e servizi a banda larga pari ad almeno 30 Mbps, e i restanti 300 euro potranno essere utilizzati per l’acquisto di pc, tablet e dispositivi tecnologici. Per le imprese, invece, è previsto un bonus di 500 euro per la connettività che dovrà essere almeno pari a 30 Mbps con un aggiuntivo rimborso di ulteriori 2.000 euro nel caso di connessioni fino a 1 Gbps (la cosiddetta fibra).

I fondi stanziati per questo primo intervento a sostegno della digitalizzazione dell’Italia sono pari a 1.150 milioni di euro. Le famiglie che potranno accedere al bonus, però, dovranno rispettare i seguenti requisiti reddituali:

  • Reddito ISEE complessivo pari o inferiore ai 20.000 euro – bonus di 500 euro per l’acquisto di tablet o pc, o per l’attivazione di connessioni veloci.
  • Reddito ISEE complessivo fino a 50.000 euro – bonus di 200 euro per l’attivazione di connessioni veloci.

Bonus pc: come fare domanda

Tutte le famiglie che rientrano nei requisiti esposti dal Mise e che intendono richiedere il bonus pc e tablet dovranno farne richiesta seguendo la procedura prevista dal Ministero. Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha firmato – in data 10 agosto 2020 – i decreti attuativi che danno concreto avvio al bonus pc e tablet, oltre a definirne le modalità di assegnazione, i beneficiari, gli importi e la scadenza per la presentazione della domanda. Il Piano scuola e il Piano Voucher per le famiglie rientrano nel più ampio piano di diffusione della banda larga, per il quale verranno stanziati 600 milioni di euro.

La ripartizione delle risorse avverrà come segue:

  • 400 milioni di euro riservati alla scuola per poter installare connessioni veloci in diversi istituti dislocati sul territorio italiano.
  • 200 milioni di euro destinati a sostenere 2,2 milioni di famiglie che intendono acquistare connessioni a banda larga, tablet e pc. La soglia massimo reddituale per poter ottenere il bonus da 500 euro è pari a 20.000 euro.

A gestire i flussi e le richieste sarà Infratel, che metterà a disposizione un’applicazione nella quale gli operatori dovranno registrarsi. Non è ancora chiara la procedura che si dovrà seguire, ma vi saranno successivi aggiornamenti a tale riguardo. Le richieste potranno pervenire a partire dal 1° settembre 2020. Al momento, però, non vi sono date di scadenza per la presentazione della domanda.

Una volta inseriti i dati verrà assegnato un voucher di importo variabile (da un minimo di 200 euro a un massimo di 500 euro) sulla base del reddito ISEE complessivo del richiedente. A questo punto, una volta terminati i controlli del soddisfacimento dei requisiti, sarà possibile spendere i contributi per l'attivazione di connettività veloce e a banda larga o per l'acquisto di pc, tablet e apparecchi tecnologici. La misura, ricordiamo, non va solo a sostegno di famiglie in difficoltà, ma anche a sostegno delle imprese e delle scuole.