Nel Decreto di agosto è atteso un bonus per i pagamenti elettronici con carte di credito o bancomat: il governo, infatti, è al lavoro per definire quello che potrebbe divenire il bonus Pos 2020. L’incentivo andrebbe a soddisfare due obiettivi: il primo, la lotta all’evasione fiscale – caposaldo dell’esecutivo giallo verde prima e giallo rosso in seguito – sarebbe favorita dal tracciamento delle transazioni; il secondo, il rilancio dei consumi, soprattutto nei settori degli elettrodomestici, dell’abbigliamento e del turismo, colpiti duramente dalla pandemia di coronavirus. 

Per capire come potrebbe funzionare questo incentivo per i pagamenti elettronici, però, occorre attendere le linee guida che il governo dovrebbe stilare nei prossimi giorni, con il varo del decreto di agosto. Non è comunque la prima volta che si parla di un bonus Pos 2020: se ne stava discutendo anche a partire dal momento in cui è scattato l’obbligo – per artigiani, commercianti, professionisti e partite IVA con ricavi fino a 400 mila euro nel 2019 – di adeguamento al pagamento elettronico.

Dal 1° luglio, infatti, con l’entrata in vigore dell’obbligo per artigiani, negozianti e commercianti di adeguamento al Pos, si era parlato di incentivi per le piccole realtà colpite da tasse talvolta cospicue. Il governo aveva previsto – nel Decreto Fiscale 2020 (decreto legge numero 124 del 2019) – un credito di imposta al 30% per i commercianti, ovvero un rimborso pari a un terzo delle spese sostenute per commissioni bancarie o costi fissi legati al mantenimento dei dispositivi che favoriscono i pagamenti con carte di credito o bancomat. Vediamo a chi spetta il bonus Pos, come funziona, come richiederlo e quali sono le sanzioni previste per il mancato adeguamento.

Bonus carte e bancomat per rilanciare i consumi

Il bonus Pos è un incentivo volto al perseguimento di due obbiettivi: la lotta all’evasione fiscale da un lato e il rilancio dei consumi dall’altro lato. Poter tracciare tutti i pagamenti e gli acquisti effettuati, infatti, permette di avere un quadro generale dell’andamento dell’economia italiana e combatte i furbetti dell’evasione. Inoltre, dopo un periodo pandemico come quello portato dal coronavirus è importante prevedere incentivi per quelle realtà commerciali che decideranno di adeguarsi al cambiamento tecnologico e che favoriranno i pagamenti elettronici. 

Per questo motivo, nel decreto di agosto potrebbe spuntare un bonus Pos a favore di ristoratori, negozianti di abbigliamento ed elettrodomestici e forse anche altri settori produttivi che favoriranno i pagamenti con carte di credito o bancomat. L’idea è quella di corrispondere un rimborso che potrebbe arrivare direttamente al contribuente oppure pervenire sottoforma di card degli acquisti

Per il momento è allo studio del governo un incentivo che possa traghettare il nostro Paese verso il cashless, quindi favorendo i pagamenti elettronici rispetto all’uso del contante. L’Italia, infatti, è ai primi posti per numero di Pos presenti nelle realtà commerciali, ma la transizione al pagamento digitale tende ancora a non decollare. A livello europeo, inoltre, il nostro Paese è agli ultimi posti per quanto riguarda il numero di transazioni commerciali elettroniche effettuate, con carte (precede soltanto Bulgaria e Romania). Troppe persone sono ancora legate all’uso del contante, il cui tetto massimo per il pagamento è stato recentemente fissato a 1.999,99 euro (mentre per il prossimo 2021 il tetto massimo per il pagamento in contanti scenderà ulteriormente alla soglia di 1.000 euro).

Bonus Pos 2020: come funziona

Con un provvedimento del 29 aprile 2020 (Protocollo numero 181301/2020), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni dettagli riguardanti il bonus Pos 2020 che va a beneficio dei titolari di partita Iva con ricavi effettuati nel 2019 inferiori ai 400.000 euro. Nel provvedimento sono contenuti tutti i dettagli sui requisiti, i beneficiari e le modalità di fruizione del credito di imposta. 

Grazie al bonus Pos 2020, infatti, per i pagamenti con carte di credito o bancomat effettuati dal 1° luglio 2020, i titolari di partita Iva possono beneficiare di un credito di imposta pari al 30% delle commissioni bancarie addebitate per l’utilizzo del Pos (come previsto dalla legge di conversione numero 157/2019 del decreto n. 124/2019) o per i costi fissi legati al mantenimento dei dispositivi. In questo modo si intende favorire i pagamenti elettronici, la tracciabilità e ridurre quindi l’evasione fiscale. Il credito di imposta va comunicato entro i 20 giorni del mese successivo alle transazioni effettuate e potrà essere utilizzato (in compensazione, ovvero sottratto agli importi a debito) soltanto il mese successivo a quello di maturazione.

Il bonus Pos, inoltre, non riguarda soltanto acquisti effettuati con carte di credito o di debito o bancomat, ma si allarga anche a tutte quelle piattaforme che garantiscono la tracciabilità (ad esempio si pensi a Paypal). Per quanto riguarda i procedimenti burocratici, pare sarà direttamente la banca a comunicare tutti i dati necessari per l’ottenimento del credito di imposta all’Agenzia delle Entrate: il credito, inoltre, verrà corrisposto sulla base delle transazioni effettuate dal consumatore finale.

Pos sta a indicare “Point of sale”, ovvero un terminale che consente il tracciamento dei pagamenti effettuati con carte di credito o debito, inclusi i bancomat. Esistono dispositivi collegati alla linea telefonica, oppure apparecchi molto più tecnologici che non necessitano alcun filo per poter funzionare correttamente. 

Bonus Pos 2020: beneficiari, esclusi e sanzioni

La platea di beneficiari che potranno richiedere il credito di imposta entro i venti giorni del mese successivo alle transazioni eseguite si estende a tutti i titolari di partita Iva, commercianti, professionisti o artigiani – o coloro che esercitano attività d’impresa, arte o professioni – i cui ricavi complessivi effettuati nel 2019 non superino i 400.000 euro. 

Stando alle disposizioni del governo, dal 1° luglio 2020 è entrato in vigore l’obbligo di adeguamento ai pagamenti con carte o bancomat anche per le piccole realtà commerciali di artigiani, commercianti e negozianti. Tuttavia – in ottemperanza al decreto fiscale 2020non saranno previste sanzioni per coloro che decideranno di non adeguarsi alla normativa. Inizialmente, però, erano previste multe salate – articolo 23 del Decreto Fiscale – che, forse a causa della crisi pandemica, sono state successivamente cancellate. 

A decorrere dal 1° luglio 2020 – data in cui è entrato in vigore l’obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici anche per le piccole realtà commerciali – era prevista l’introduzione di una multa di 30 euro per ogni operazione elettronica rifiutata a cui si doveva aggiungere il 4% del valore della transazione non effettuata.

Come richiedere il credito di imposta

La prima comunicazione va effettuata entro il 20 agosto 2020, ma per coloro che potranno beneficiare del credito di imposta pari al 30% delle commissioni bancarie (art. 22 del decreto legislativo numero 124/2019) sarà possibile spenderlo soltanto a partire dal mese successivo a quello di maturazione del credito stesso e dovrà essere utilizzato in compensazione. Inoltre, il credito ottenuto andrà comunicato ai fini della dichiarazione dei redditi e appuntato nella sezione apposita della dichiarazione F24, utilizzando il codice comunicato dall’Agenzia delle Entrate. 

In ottemperanza al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 29 aprile 2020, il bonus Pos 2020 si può richiedere direttamente all’Agenzia trasmettendo – tramite il SID, Sistema di Interscambio di Dati – una serie di informazioni necessarie a tal fine.

Sono richiesti, in particolare, il codice fiscale dell’esercente, il mese e l’anno di addebito, il numero complessivo delle transazioni effettuate nel periodo di riferimento, l’importo finale delle transazioni effettuate, l’ammontare dei costi fissi che periodicamente occorre sostenere (compresi i costi di franchigia e quelli legati al canone per la fornitura del servizio di accettazione).

Una volta richiesto il beneficio e ottenuta la conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate, i contribuenti dovranno conservare tutti i documenti inerenti alle commissioni addebitate per almeno 10 anni, qualora gli organi di amministrazione intendano predisporre opportuni controlli.

Pos e Fondo cashless nel Decreto di agosto

Complice la pandemia di coronavirus e gli incentivi che il governo intende inserire per favorire l’utilizzo della moneta elettronica, dal 2018 al 2019 gli italiani hanno aumentato l’utilizzo delle carte di credito o bancomat per effettuare i loro acquisti. Infatti, l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano ha stimato che la percentuale di italiani legati all’utilizzo del contante è scesa dal 18% del 2018 al 15% del 2019, mentre l’utilizzo della moneta elettronica ha visto un’impennata del +244%.

I vantaggi che derivano da questi dati sono notevoli: innanzitutto viene favorita la tracciabilità delle transazioni e viene in parte ridotta l’evasione fiscale. Inoltre, si limita la diffusione delle banconote, che pare possano essere un veicolo di trasmissione del virus. Con il denaro elettronico le transazioni sono più veloci e sicure. Infine, la moneta elettronica è anche un incentivo agli acquisti e ai consumi, che hanno visto un calo nel periodo di lockdown.

A tal fine il governo giallo rosso intende stanziare 2 milioni di euro – cifra che forse potrebbe raggiungere anche i 3 milioni con il decreto di agosto – per istituire un Fondo anti-contante (previsto anche dalla Legge di Bilancio 2020) in modo da incentivare gli acquisti con carte di debito, di credito o bancomat. Altre ipotesi al varo dell’esecutivo sono l’istituzione del Bonus Befana a partire da gennaio 2021 – ovvero la restituzione di una parte dell’IVA pagata sui prodotti acquista con metodi elettronici -  e la cosiddetta “lotteria degli scontrini” – una sorta di premio per coloro che emettono scontrini fiscale in seguito a transizioni cashless.