Stavolta è vero. Boris Johnson è stato trasferito in terapia intensiva del St. Thomas Hospital di Londra. Le sue condizioni si sarebbero aggravate nel corso della giornata, dopo aver trascorso la notte in ospedale "su suggerimento del medico, per controlli di routine". Li aveva definiti così il premier stesso su Twitter, oggi pomeriggio, per rassicurare la Gran Bretagna e in generale la comunità internazionale sulle sue condizioni di salute, dopo che domenica sera un'agenzia di stampa russa aveva riportato la notizia che Johnson, positivo al coronavirus, fosse attaccato al respiratore polmonare. 

Boris Johnson nel pomeriggio: sono di buon umore

"Ieri sera, su consiglio del mio dottore, sono andato in ospedale per alcuni test di routine poiché sto ancora riscontrando i sintomi del coronavirus. Sono di buon umore e mi tengo in contatto con la mia squadra, mentre lavoriamo insieme per combattere questo virus e proteggere tutti". Questo il messaggio pubblicato sul suo profilo lunedì pomeriggio. Come a dire: non credete a chi sostiene che le mie condizioni siano gravi. In serata è arrivata la notizia del peggioramento dello stato di salute di Boris Johnson: lo stesso entourage di Downing Street, nel corso della giornata, aveva riferito sintomi ancora persistenti di febbre e tosse. Sarà il ministro degli Esteri Dominic Raab l'incaricato a sostituirlo "laddove sarà necessario". 

Boris Johnson, terapia intensiva 24 ore dopo il discorso della Regina

La notizia di Boris Johnson ricoverato in terapia intensiva arriva 24 ore dopo il discorso alla nazione della Regina Elisabetta II, il quarto in 64 anni, sull'emergenza coronavirus in Gran Bretagna. Per la Bbc sono stati 24 milioni i telespettatori in tutto il Regno Unito che hanno seguito la sovrana inglese, tre milioni in meno rispetto ai cittadini che seguirono Boris Johnson il 23 marzo scorso, giorno in cui il premier aveva dichiarato il lockdown per il Regno Unito. 

Boris Johnson in terapia intensiva, soffre la sterlina

La sterlina ha subito subito un forte ribasso nei confronti delle altre principali valute internazionali. Dopo una giornata all'insegna della volatilità, determinata dalla debolezza del dollaro per un ritorno (seppur timido) al rischio da parte degli investitori (Londra +3%, Milano +4%, Francoforte +5,7%), ma anche dalle notizie inerenti proprio allo stato di salute di Boris Johnson, il pound britannico ha perso più dello 0,8% nel cambio con il dollaro tra le 20.45 e le 21.30, scivolando a un minimo di giornata a 1,2215, pur rimanendo dentro i valori della vigilia. Stessa perdita nei confronti dell'euro, che si è portato a un massimo di 0,8836 alle 21.30 circa, +0,78% rispetto a nemmeno due ore prima.