Borsa debole, ma l'America sorprende

Piazza Affari è debole, ma per ora ci salva un Paese in cui il caos finanziario è vicino ai massimi storici. Di M.Intropido

Cari Lettori,lunedì le cose si erano messe davvero male, con la rottura di quota 18.750 da parte del FTSE MIB che apriva, di fatto, il ribasso molto temuto e da alcuni invocato. Martedì sembrava dover essere confermata la debolezza, ma poi con sorpresa, il giorno successivo, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono cresciuti in maniera robusta, anziché diminuire come atteso. Da lì in poi, è nata una tormentata ripresa che consente alle borse di limitare i danni questa settimana e guardare con meno pessimismo la prossima, anche se la situazione rimane delicata. Va detto che il nostro indice soffre moltissimo lo stacco dei dividendi, compreso quello di giugno, pertanto mostra una debolezza che, in termini reali, è molto meno pronunciata. Il Dax, ad esempio, pur dovendo difendere con le unghie e coi denti quota 4.600, non appare graficamente così appesantito come l'indice italiano. Negli Stati Uniti, gli indici Dow Jones ed S&P500, si mantengono al di sopra dei loro supporti decisivi, ovvero 8.300 ed 880 punti. Molto più in forma, invece, il Nasdaq, che riesce ancora graficamente a disegnare una tendenza quasi del tutto rialzista. Quindi è evidente che la "baracca" è stata tenuta in piedi ancora una volta dagli Stati Uniti, paese ancora molto malato dal punto di vista finanziario, dove gli “scheletri” continuano ad uscire dagli armadi. In settimana, Bernanke si è dovuto difendere dall'accusa di aver minacciato i manager di Bank of America nel caso in cui, avessero rinunciato a salvare Merrill Lynch. I superbonus continuano ad essere pagati a manager che hanno portato le relative aziende ad un pelo dal fallimento. Fed e governo continuano a punzecchiarsi. Le voci di una progressiva vendita di titoli di stato americani da parte dei Stati in via di sviluppo non si placano ed il Dollaro continua a soffrirne. Ma i dati macroeconomici americani, gli indici di fiducia e ora anche i dati contabili, pur rimanendo a dei livelli critici, mostrano una ripresa inaspettata e quindi stimolano gli acquisti in borsa quando si intravvede forte debolezza. Non fosse stato per questi dati congiunturali, ci troveremmo in una tendenza ribassista molto più ben definita.