L'evento più importante della seduta odierna sarà sicuramente quello in agenda questa sera, quando le Borse europee saranno già chiuse.

Borse: oggi appuntamento chiave con la Fed

Il riferimento è all'appuntamento con la Federal Reserve che al termine della riunione di politica monetaria iniziata ieri, annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse che rimarranno invariati nel range 0%-0,25%.

A questo livello si è approdati non più tardi di domenica scorsa, quando la Fed, senza aspettare appunto la riunione del FOMC che si concluderà oggi, ha deciso di abbassare il costo del denaro dell'1%, impegnandosi a comprare almeno 500 miliardi di Treasury e 200 miliardi di titoli garantiti da ipoteca.

La manovra a sorpresa della Federal Reserve non è stata per il momento vista dai mercati in modo positivo, tanto che i tre indici principali a Wall Street lunedì hanno chiuso gli scambi con un affondo a due cifre, mentre sui cambi l’indebolimento del dollaro contro euro è stato marginale.

Come interpretare la reazione dei mercati?

Gli analisti di Marzotto Investment House spiegano che la risposta che loro possono dare è che la crisi generata dall'epidemia del coronavirus peserà sull’economia, in quanto materialmente le persone non possono lavorare e “consumare” come in periodi normali, ma la situazione è più simile agli effetti  di una guerra.

Un taglio dei tassi, che sicuramente ha un effetto marginale benefico più alto negli Stati Uniti che in altre economie, dove i tassi erano già a zero o negativi, non avrà un impatto significativo, ma solo di supporto all’economia.

Anzi, sulla psicologia degli investitori, spiegano gli analisti, è stato visto quasi come un’ammissione da parte della FED su quanto negative siano sia la situazione attuale che le aspettative per i prossimi mesi.

Cosa seguire ora? La view di Marzotto Investment Holding

Per gli esperti di Marzotto Investment House, nell’attuale contesto di mercato è quindi molto più importante seguire le curve di contagio, cercando di individuare il punto di inversione, e le manovre fiscali dei vari paesi, piuttosto che le misure di politica monetaria.

Ciò che può far avvitare in una fortissima spirale recessiva e ciò che per il momento è una crisi su carta temporanea, sono potenziali default dovuti alla mancanza di liquidità per pagare dipendenti, debiti, fornitori, quella parte di economia reale che non ha la solidità finanziaria per sopravvivere alla crisi, o la quale tipologia di business è stata particolarmente colpita.

Borse: un ribasso molto ripido come non si era visto prima

Gli analisti spiegano che il ribasso che abbiamo visto nei mercati è stato caratterizzato da una ripidità del movimento senza precedenti rispetto a crisi passate.

Questo è dovuto al fatto che osservando il caso Cina prima e quelli italiano e sud coreano poi, si ha una buona visibilità sulle misure che i restanti paesi del mondo dovranno intraprendere per fermare l’epidemia.

Queste misure hanno effetti nell’immediato estremamente negativi sul Pil, e c’è il timore che se si dovessero prolungare per più di alcune settimane, arrecherebbero danni permanenti al tessuto produttivo, amplificati dall’enorme ammontare di debito nell’economia.

Le uniche misure che sosterrebbero davvero le aziende sarebbero solo quelle a supporto della liquidità delle società unite alla detassazione, e quelle a sostegno del reddito.

Due i fattori chiave per una ripresa a V

L'idea degli analisti di Marzotto Investment House è che la tanto sperata ripresa a V ci potrà essere nel momento in cui si vedranno in primis i governi disposti a prendere tali misure a sostegno dell’economia reale e in secondo luogo una sostenuta inversione delle curve di contagio.

Se dovessimo vedere solo uno di questi due fattori, a detta degli analisti non potremmo effettivamente sperare in una radicale inversione di rotta del mercato.

Questo perchè nel caso ci fosse solo il primo dei due fattori citati prima, avremmo nel breve minori timori di widespread defaults, ma un sistema produttivo ancora bloccato dai lockdown delle città.

Se dovesse esserci solo un'inversione delle curve di contagio, avremmo il problema dei default delle aziende più deboli finanziariamente e un conseguente aumento dei crediti deteriorati delle banche.