Questa settimana iniziamo la nostra analisi dall’andamento del mercato occidentale rappresentato dall’indice MSCI World. Questo indice, rappresenta un paniere di 1612 azioni di 23 mercati sviluppati ed è un buon proxi dello stato di salute dell’economia.

Il grafico mensile dell’indice non mostra segni di stanchezza dal 2011 e, a maggio, ha segnato il suo nuovo massimo storico; occorre fare solo attenzione all’ipercomprato dell’RSI e alla lieve divergenza del MACD che potrebbero anticipare una prossima e salutare correzione del prezzo verso le sue medie mobili.

Se la panoramica resta positiva sull’azionario con il sentiment degli operatori sempre a favore di risk-on, viceversa guardando al comparto delle commodity mediante l’indice CRB, rappresentativo di 19 materie prime, vediamo debolezza. In realtà, come si vede dal grafico che compara le performance YTD dello stesso CRB Index e degli indici GSCI rappresentativi dei cinque gruppi di materie prime, si nota che il comparto procede a macchia di leopardo: energetici e metalli preziosi sono i più colpiti dalla disaffezione degli operatori con l’oro che sta tornando in vista dei minimi del 2013 e l’argento che li ha già violati al ribasso; restano in grande spolvero gli animali vivi (Livestocks) e alcuni dei prodotti cerealicoli, grazie all’aumento dei consumi nei paesi emergenti dove la nuova classe media sta cambiando la dieta alimentare.

E’ interessante notare che da metà marzo i metalli industriali stanno riacquistando forza a cominciare dal Rame, grazie anche alla ripresa dell’economia cinese che nei giorni scorsi ha fatto segnare un nuovo record dell’indice PMI della produzione industriale (la crescita più veloce da cinque mesi) e dell’indice del settore dei servizi.