Siamo arrivati alle vacanze estive con i mercati azionari occidentali in grande spolvero. Gli indici americani rimangono i più forti, anche se in queste ultime settimane abbiamo assistito a un buon recupero dei principali listini europei. Un recupero suggellato mercoledì 24 dall’uscita di un buon dato sul PMI europeo tornato sopra quota 50 per la prima volta in due anni che segnala il passaggio del settore manifatturiero dalla fase recessiva alla fase espansiva. Oltre a ciò i dati sull’Ifo tedesco e sul Pil inglese pubblicati giovedì 25. A questo si aggiungono le rilevazioni della BCE sulla ripresa di mutui immobiliari e credito al consumo, che avvalorano l’ipotesi che Draghi confermerà le attuali strategie monetarie durante il meeting di settimana prossima.

Il flusso di buone notizie tranquillizzanti non toglie però il dubbio agli investitori che i mercati azionari siano ormai iper-comprati e vicini a una possibile correzione tecnica. Guardando ai mercati americani, che guidano gli investitori mondiali, S&P500 e NASDAQ100 dopo aver registrato il massimo storico segnalano sempre maggiore debolezza sul breve termine con il prezzo in divergenza rispetto agli indicatori di breadth (respiro) come si vede nel grafico seguente che compara lo S&P500 con i NewHigh e i NewLow del NYSE e il volumi dell’ETF SPDR Large Caps.

Si può inoltre notare che sui grafici settimanali di S&P500 e NASDAQ100 è in fase di sviluppo una chiara divergenza “A-B-C” tra prezzo e oscillatore MACD-H (non mostrato in figura). Ma, se la liquidità di sta preparando ad abbandonare i mercati più forti (e più iper-comprati) dove andrà a cercare occasioni a sconto?

Probabilmente sui comparti legati alle materie prime industriali e dei metalli preziosi, che hanno subito nel primo semestre una vera e propria batosta. Comparando le curve di prezzo di Oro, Argento, Rame, indici settoriali Basic Resources, principali titoli minerari e valute dei paesi produttori come il Dollaro Australiano si nota nelle ultime settimane un corale e simultaneo sviluppo di minimi su livelli supportivi storici e un movimento di pullback tanto impetuoso quanto (al momento) limitato al breve periodo. E’ ancora troppo presto per farsi illusioni, ma il fenomeno è da seguire con attenzione.