La prima settimana di dicembre ha visto gli indici azionari stornare violentemente dai massimi, quasi senza preavviso, prendendo in contropiede molti operatori e investitori. Nelle ultime settimane i lettori delle mie analisi hanno ricevuto numerosi avvisi di “tempesta imminente” che (spero) siano serviti a non cadere in questa piccola trappola tesa dal mercato a chi vive di euforia irrazionale. Si nota sempre una forte dicotomia tra mercati USA (più forti), mercati europei (più deboli) e mercati emergenti (debolissimi). All’interno di queste tre aree geografiche la liquidità è andata riposizionandosi sugli indici più forti (NASDAQ, DAX e NIKKEI225) uscendo velocemente dai mercati meno forti su cui, però, aveva lavorato e guadagnato negli ultimi quattro mesi (si pensi al rally di FTSE/MIB e dei mercati periferici europei).

La volatilità implicita è ritornata su livelli più alti e non più di “guardia”, ma adesso bisogna capire se questo movimento correttivo si è già esaurito oppure continuerà nei prossimi giorni. Infatti i grafici di tutti gli indici hanno stornato coralmente nei primi 4 giorni della settimana per poi riprendere con decisione la strada rialzista venerdì 6 dicembre; peraltro il mercato ci ha ormai abitato a violenti, improvvisi e veloci movimenti che diventano occasioni di acquisto a sconto e aiutano a scaricare tensione nell’incredulità generale. Il fatto di essere prossimi alla chiusura dell’anno favorisce questa nostra ipotesi ottimistica (ricordiamoci le esigenze di ”window dressing” dei gestori e le aspettative del classico rally natalizio) e inoltre lo spauracchio del Tapering sembra allontanarsi, almeno fino all’inizio del 2014.