I mercati azionari internazionali continuano a mostrare nel complesso una buona intonazione, malgrado un aumento della volatilità che ci accompagna ormai da inizio anno e che rappresenta uno dei fattori che differenziano l'andamento degli ultimi mesi rispetto al 2017.

Volatilità in aumento, ma si prevedono ancora rialzi in Borsa

Secondo Mark Haefele, global chief investment officer wealth management di Ubs, proprio in virtù di questo incremento di volatilità è più difficile fare una previsione sulla direzione che potrebbero prendere i mercati nei prossimi mesi. L'esperto della banca elvetica ritiene però che lo scenario più probabile sia quello di un rialzo dell'azionario, destinato a sovraperformare le obbligazioni e i titoli di Stato con rating elevato.

Tre fattori di rischio per l'azionario

Haefele però segnala che ci sono tre fattori di rischio che potrebbero avere ricadute su questo scenario improntato all'ottimismo. Il primo è quello di uno shock geopolitico, anche se l'esperto attribuisce una probabilità del 20%-30% all'eventuali che i timori di gravi interruzioni delle forniture globali di energia possano spingere fortemente al rialzo le quotazioni del petrolio al di sopra degli 80 dollari al barile.

Un altro fattore di rischio è quello di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, cui l'esperto di UBS attribuisce una probabilità del 20%-30%. Infine, l'ultimo si riferisce ad un rapido rialzo dei tassi di interesse in America, anche se al momento Haefele ritiene che ci sia una probabilità solo del 10%-20% che nei prossimi 6-12 mesi la Fed porti il costo del denaro al di sopra del 3%, alimentando i timori di un raffreddamento della crescita.