L'entusiasmo alimentato ni avvio di settimana dalla tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina ha avuto davvero vita breve. Già nella sessione di ieri le vendite sono tornate a fare capolino sulle Borse europee, ma l'impatto più devastante si è avuto su Wall Street.

Il sell-off Usa pesa sulle Borse UE

I tre indici principali a stelle e strisce hanno terminato gli scambi in caduta libera, con una flessione superiore al 3% per il Dow Jones e l'S&P500 e un ribasso ancora più cospicuo per il Nasdaq Composite che ha lasciato sul parterre quasi il 4% del suo valore.

Inevitabile il contagio ai listini del Vecchio Continente che oggi hanno avviato gli scambi già in calo e pur avendo recuperato qualche posizione dai minimi, si mantengono tutti in territorio negativo. Il Ftse100 e il Cac40 arretrano rispettivamente dell'1% e dello 0,91%, tallonati dal Dax30 che cala dello 0,8%, mentre si difende decisamente meglio Piazza Affari dove il Ftse Mib viaggia a ridosso dei 19.300 punti, con un frazionale calo ora dello 0,17%.

La curva dei tassi Usa appesantisce il rendimento del Bund

A scatenare il panico nelle ultime ore ha contributo il caos che sta interessando il mondo dei Treasury Usa, con l'andamento della curva dei tassi che alimenta i timori sulle prospettive dell'economia a stelle e strisce e più in generale di quella globale.

Le cattive notizie che arrivano dai Bond Usa si fanno sentire inevitabilmente anche sull'opposta sponda dell'Atlantico, con il rendimento del Bund decennale che scende sui minimi di quest'anno allo 0,27%.

Gli analisti di Unicredit fanno notare che qualora venisse violato al ribasso il supporto dello 0,26%, si potrebbe scendere allo 0,22% e in seguito fino allo 0,2%. Gli strategist spiegano che questo movimento è innescato non solo dalle cattive notizie arrivate di recente dal fronte macro, ma anche dalla maggiore avversione sui mercati e dall'effetto contagio derivante dai Treasury Usa.