Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

L'euro-dollaro ha bruscamente invertito la rotta e si sta riportando nuovamente verso i minimi di venerdì scorso. Quali le attese nel breve?

Secondo me buona parte del movimento rialzista è già avvenuto per l'euro-dollaro che di fatto mi ha sorpreso per la profondità della salita.

Le quotazioni si stanno riportando in area 1,125/1,12 ed è possibile che questo sia il nuovo territori di scambi per il cross.

Con il miglioramento delle condizioni negli Stati Uniti, come confermato dai dato macroeconomici, è probabile un po' di arretramento della moneta unica nei confronti del biglietto verde.

Il primo livello da tenere d'occhio è quello di 1,125, rotto il quale l'attenzione andrà rivolta ad area 1,12 per vedere come si comporterà in prossimità della stessa.

Diversi analisti tecnici stanno guardando la conformazione che si sta sviluppando dalla prima parte di giugno, come un testa spalle che potrebbe portarci su livelli più bassi di quelli correnti.

L'oro si mantiene sopra quota 1.700 dollari ma fatica ad allungare con decisione il passo. Cosa può dirci di questo asset?

La titubanza mostrata in qualche modo dall'oro è da ricondurre anche all'andamento dei mercati azionari che oggi viaggiano in deciso progresso.

Con un outlook sulle Borse di rinnovata fiducia e risk-on, l'oro tendenzialmente non decolla e il fatto che non scenda però è molto esemplificativo della fase storica in cui ci troviamo.

L'oro si conferma alternativo ai tassi americani che sono a zero e probabilmente rimarranno su questi livelli fino al 2022, stando alle ultime indicazioni della Fed.

Siamo in una fase in cui il gold continuerà ad essere piuttosto prezzato sui livelli correnti e in un andamento di questo tipo comprerei solo quando scende e mi terrei pronto a vedere eventualmente nelle prossime settimane una ulteriore rialzista.

In area 1.725 dollari l'oro è sulla parte alta di oscillazione del canale che va dai 1.685 ai 1.735 dollari.

La rottura dei 1.735-1.740 dollari potrebbe partire la strada ad ulteriori rialzi con target la soglia dei 1.800 dollari.

Il petrolio sta risalendo la china dopo i recenti cali. Si aspetta ulteriori progressi o tornerà a scendere?

Un ritorno del petrolio in area 40 dollari al barile dovrà essere supportato da elementi fondamentali di ripresa della domanda.

Questi però sembrano ancora mancare, quindi ogni movimento rialzista guidato da un atteggiamento momentaneo di risk-on, non è sufficiente per ora a spingere le quotazioni dell'oro nero oltre la soglia dei 40 dollari.

Per il momento vede un corridoio di oscillazione abbastanza laterale, anche se il trend rialzista sul medio termine è piuttosto evidente.

Vorrei tenere sott'occhio area 40 dollari al barile che per ora non sarà superata con facilità, ma se ciò dovesse accadere si aprirà la strada verso i 45 dollari.

Non mi aspetto in ogni caso rialzi oltre questi livelli perchè devono prima arrivare notizie un po' più positive dalla ripresa dell'economia.

Alla luce di quanto detto fino ad ora, quali indicazioni ci può fornire per le Borse?

Siamo in un mercato "canguro", così come è stato definito da qualcuno. C'è il mercato orso in cui il trend è decisamente ribassista, poi c'è quello toro in cui il trend è rialzista.

Ora, come ha detto qualcuno, siamo in un mercato canguro in cui il trend è laterale con oscillazioni piuttosto importanti.

Non ci sono elementi veri e propri per far macinare questo tipo di risultati alle piazze azionarie.
Siamo immersi nella liquidità fino alla cima dei capelli, quindi gli investimenti si spostano sull'azionario e lo pompano.

Ci sono un paio di elementi che potrebbero far annuvolare l'orizzonte: il primo è che i forti rialzi ci sono soltanto quando le Banche Centrali mettono in campo liquidità.

E' stato il turno della Fed con l'impegno ad acquistare corporate bond oltre agli Etf sul mercato secondario, per arrivare poi alla Bank of Japan che stanotte ha immesso ulteriore liquidità per 300 miliardi di dollari per dare ulteriore ossigeno all'economia.

Parlando in particolare dell'S&P500, visto che è stata superata area 3.120-3150, probabilmente continueremo a stare su questi livelli.

C'è da dire però che rispetto alle altre volte i recenti affondi sono stati più profondi, ma più legati a delle preoccupazioni del momento.

La parte del rialzo è guidata principalmente dalla liquidità delle Banche Centrali che non hanno più cartucce, mentre la parte di ribasso è giustificabile anche con elementi non particolarmente importanti.

Il mercato inizia sicuramente a dare segni di affaticamento, quindi in ottica di medio termine potrebbero esserci altri scossoni, ma per ora siamo in territorio risk-on e quindi le quotazioni dovrebbero mantenersi su livelli elevati almeno per qualche giorno.