UBS Asset Management ha presentato il suo outlook di mercato per il prossimo anno intitolato "Panorama – Investire nel 2021", un report nel quale la banca raccomanda agli investitori di diversificare la ricerca di rendimenti attraverso cinque possibili sviluppi dei mercati che potrebbe condizionarne il futuro.

La diversificazione è essenziale per affrontare una fase difficile come quella che segue la recessione globale causata dalla pandemia. Per Ubs il 2021 presenta infatti sia opportunità che rischi per gli investitori, in quanto i mercati e i settori stanno attraversando una fase di ripresa non omogenea. Quella vista negli ultimi mesi è stata una recessione senza precedenti, con vincitori e vinti, che ha rafforzato i trend di mercato esistenti, accelerato i cambiamenti dirompenti apportati da internet e peggiorato la disinflazione del settore dei servizi.

La Cina esce vincitrice dalla pandemia

Prima di esplorare nel dettaglio questi cinque punti vediamo come Giovanni Papini, Country Head di UBS Asset Management in Italia, commenta il report: "La crisi che ha investito negli ultimi 10 mesi tutto il mondo e in particolar modo un'economia già fragile come quella italiana è realmente senza precedenti" per questo motivo la "Cina è stata e continua a essere per noi un'area fondamentale e altamente strategica, su cui continueremo a puntare, non solo in ambito equity ma sempre più in quello fixed income e multi-asset, consapevoli sin dal primo giorno che sarebbe stata la prima economia a essere colpita e la prima a riprendersi".

La borsa non guarda solo agli utili

Molto interessanti le osservazioni di Barry Gill, Head of Investments di UBS Asset Management, secondo il quale "La recessione, pur essendo stata decisamente profonda e accompagnata da un mercato ribassista, non ha avuto lo stesso impatto su tutti i settori. Molte società sono in ginocchio, ma alcune aree dell’economia non hanno mai riportato performance così positive, fattore che si è tradotto in un’incredibile dispersione dei rendimenti azionari e degli spread creditizi." Da tutto questo gli investitori dovrebbero trarre una lezione, cioè "che le valutazioni delle azioni riguardano tanto il tasso di sconto quanto gli utili".

Nel 2021 l'economia dovrebbe migliorare

E' ottimista Evan Brown, Head of Multi-Asset Strategy, secondo il quale "Nel 2021 la ripresa economica dovrebbe proseguire e diventare più solida, considerando il fatto che gli ultimi sviluppi in ambito sanitario permettono all’attività del settore privato di normalizzarsi". Al tempo stesso Brown avverte che "con i tassi di interesse reali negativi nelle economie avanzate, che probabilmente rimarranno tali per tutto il 2021 e oltre, gli investitori dovranno lavorare più duramente per ottenere rendimenti".

Due filoni interessanti per il futuro

Un'area da presidiare, secondo Brown, è quella del debito dei mercati emergenti denominato in dollari, compresi i titoli di stato cinesi, il basso livello dei rendimenti dei titoli di stato dei mercati sviluppati spinge infatti gli investitori ad implementare una visione più globale. 

Un altro filone interessante, soprattutto negli  Usa, è quello delle infrastrutture, questo settore sarà probabilmente infatti uno dei principali beneficiari dei pacchetti di stimoli economici bipartisan che verranno approvati dal nuovo governo.

I 5 driver per i mercati nel 2021

Ma quali saranno i driver per il mercati nel 2021?

Il primo è l'aumento dei crimini informatici: il virus e gli stop dell’attività economiche per contenerne la diffusione hanno portato a un forte incremento della modalità di lavoro da remoto, rendendo alcuni settori/aziende potenzialmente più vulnerabili alle disruption causate dagli attacchi hacker.

Il secondo è quello dei vaccini: lo sviluppo di vaccini altamente efficaci, distribuiti rapidamente, consentirebbe probabilmente un ritorno alla normalità più veloce del previsto, con gli stimoli monetari che restano estremamente accomodanti, portando a una ripresa dei mercati azionari.

Il terzo è la paralisi fiscale: esiste il rischio di una mancanza di un sopporto all’economia sia negli Usa sia in Europa fino alla diffusione di un vaccino e  questo potrebbe portare a una fase di ripresa a forma di ‘W’ sia per l’economia sia per i mercati globali.

Il quarto è la riduzione del monopolio: un possibile cambiamento della normativa fiscale e una regolamentazione più severa per i grandi player del settore tecnologico potrebbero indurre un cambiamento importante nella leadership del mercato verso le small cap.

Il quinto è la distensione delle relazioni USA-Cina: la nuova leadership statunitense presuppone l’introduzione di nuovi accordi con la Cina, tra cui la riduzione dei dazi e un allentamento delle restrizioni per le esportazioni di prodotti tech. Il calo dell’incertezza e un quadro commerciale più positivo favoriscono un ingente spostamento di flussi dagli asset dei mercati sviluppati verso quelli degli emergenti.

(Alessandro Magagnoli)