BP Milano inverte bruscamente rotta. Quali ricadute dal dossier Monte Parma?

Dopo un avvio in rally il titolo ha virato pesantemente al ribasso. Possibile un interesse per Bca Monte Parma dopo le fallite nozze con Bper. La view degli esperti.

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Furia francese e ritirata spagnola per Banca Popolare di Milano che dopo una partenza fiammante ha registrato una brusca frenata, cambiando direzione di marcia. Il titolo ha aperto gli scambi in netto rialzo, arrivando a segnare un massimo a 3,62 euro, com un rally di circa quattro punti e mezzo percentuali. L’intervento degli acquirenti però ha avuto vita breve e così Banca Popolare di Milano non solo ha azzerato il vantaggio iniziale, ma scivolata pesantemente in territorio negativo. Negli ultimi minuti le azioni del gruppo vengono fotografate sui minimi odierni, a 3,3625 euro, con un ribasso del 2,96% e oltre 4 milioni di titoli già scambiati. Banca Popolare di Milano ha cercato inizialmente di spingersi in avanti sostenuta dalle ultime indiscrezioni relative ad un suo possibile interesse per Banca Monte Parma. Dopo il fallimento della fusione con Banca Popolare dell’Emilia Romagna, il gruppo guidato da Ponzellini non sembra aver abbandonato il suo interesse per quell’area, tanto da studiare un nuovo dossier. A margine dell’assemblea della Banca d’Italia, ieri il presidente della Banca Popolare di Milano, ha dichiarato che si potrebbe valutare l’ingresso in Monte Parma una volta che i tempi saranno maturi. Questo potrà avvenire solo dopo che la banca emiliana avrà riunito la sua assemblea, prevista per questa settimana, procedendo al contempo alla nomina di nuovi vertici e avviando la ricerca di un partner che sarebbe sollecitata in qualche modo dalla stessa Banca d’Italia. Ponzellini ha affermato che Banca Popolare di Milano si potrà candidare, anche se per non ora non c’è nulla di concreto. Intanto questa mattina gli esperti di Centrosim hanno commentato le ultime novità riguardanti l’istituto milanese, spiegando che anche qualora l’operazione con Monte Parma andasse in porto, comporterebbe un investimento molto limitato e quindi sarebbe di scarso impatto sui fondamentali di Banca Popolare di Milano.