Borsa milanese euforica all'apertura, e gli analisti di Borsa, unanimi, attribuivano l'ottima performance di avvio (+1,8%) a ... Moody’s. Tutti a dire che la bocciatura, dopotutto, non era una vera e propria bocciatura, eravamo stati soltanto rimandati … a maggio, o a settembre.

Insomma il miglioramento dell’outlook (da negativo a stabile), avrebbe galvanizzato gli investitori che quindi sembravano intenzionati a “ricoprirsi”. L’entusiasmo, a Piazza Affari, tuttavia, ha avuto breve durata.

Le vendite fin dalle prime battute non si son fatte attendere, il nostro indice principale tentava di rimanere al di sopra della linea della parità sperando in Wall Street, ma la Borsa americana non dava segnali confortanti in apertura, ed ecco che per il nostro Ftse Mib (-0,60%) si materializzava nuovamente la discesa anche sotto quota 19.000 punti.

In rosso anche Parigi (-0,6%), Londra (-0,1%) e Francoforte (-0,3%), ed al momento a New York non si salvano dalle vendite neppure il Dow Jones e lo S&P500, solo il Nasdaq resiste in territorio positivo grazie alla buona lena dei titoli FAMGA (Facebook, Apple, Microsoft, Google ed Amazon).

A Milano i titoli del comparto  bancario,  petrolifero e del risparmio gestito hanno affossato il nostro indice di riferimento, sul fondo finisce Bper Banca (-3,65%) seguito da Banco BPM (-3,12%) al nuovo minimo storico.

Segni meno e frecce rosse non hanno risparmiato neppure Ubi Banca (-2,18%), Unicredit (-1,93%), Mediobanca (-1,80%) ed Intesa Sanpaolo (-0,84%).

Pesanti vendite hanno colpito poi Banca Generali (-2,47%) ed Azimut (-2,29%) e lasciano sul terreno oltre due punti percentuali anche i petroliferi Tenaris (-2,25%) e Saipem (-2,19%).