Ieri, nonostante l'ottimismo di fondo che aleggiava a Bruxelles, l'accordo sulla prima fase dei colloqui per la Brexit, già dichiarato raggiunto al 90%, è saltato. Cosa mancava? In realtà il tassello del puzzle ritenuto finora potenzialmente il meno pericoloso è stato quello che, alal fine, ha reato la deflagrazione. Ma come mai quel 10% è stato in grado di mandare tutto all'aria? Alla base di tutto c'è ancora l'Irlanda. 

Corsi e ricorsi storici

Theresa May e Jean-Claude Junckernon sono riusciti a sbloccare i negoziati sull'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea per colpa del confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda. 

Vive le proteste del premier irlandese, Leo Varadkar il quale, dopo aver ricevuto conferma dal governo britannico che il testo sulla frontiera era già stato stilato e approvato ha dovuto prendere atto della marcia indietro del premier inglese Theresa May. La mossa della May è stata motivata dal Partito Democratico Unionista nord-irlandese (Dup), che si è opposto a quell'intesa raggiunta con la quale i due governi accettavano di evitare la creazione di una nuova frontiera tra le due Irlande. Il motivo? Il patto prevedeva che l'Eire si allineasse con il resto dell'Unione, diventato di fatto un'enclave esterna alla sovranità inglese, opzione inaccettabile per la leader del Dup, Arlene Foster. Un parere di cui la May deve necessariamente tener consto visto che una sua uscita metterebbe a repentaglio la maggioranza del partito della May alla Camera dei Comuni. Quindi l'Irlanda, nazione che da secoli crea più di un problema a Londra, si trova ora tra due fuochi: da un lato la repubblica irlandese non vuole che vengano creati confini tra le due zone (vantaggio anche per Belfast che ha votato per il remain), dall'altra il fattore politico rappresentato dagli Unionisti (che rifiutano deroghe) e, paradossalmente, dai separatisti che non aspettano altro che questo precedente per poter reclamare la loro parte. Al centro c'è la sterlina, indebolitasi a seguito del riaccendersi delle varie incertezze e che se ieri aveva toccato 1,35 sul dollaro, adesso è scivolata in area area 1,341 dollari.