Quello che si terrà domenica sulla Brexit è già stato definito un vertice ad alto rischio. I 27 leader dell'Unione si riuniranno domenica per dare il loro formale via libera all'accordo stipulato nelle scorse settimane. Ma anche se le dichiarazioni della vigilia hanno confermato la volontà da parte di tutti i membri di votare a favore dell'accordo, restano alcuni punti che saranno comunque oggetto di discussione. Ecco quali.

La riunione 

La riunione del Consiglio europeo, composta dai capi di stato e di governo dell'UE e che comprende i 27 leader del blocco, sarà concentrata sulla bozza di accordo presentata da Londra, bozza che, dopo un primo esame, ha creato diversi malumori non solo tra i componenti del governo del premier inglese Theresa May ma anche tra i rappresentanti Ue. Nelle 585 pagine, frutto di un lavoro che dura da circa 2 anni, si parla di un assegno di divorzio pari a 39 miliardi di sterline, delle nuove regole riguardanti i diritti dei cittadini europei dopo la Brexit e di un accordo, finora definito nebuloso e controproducente per Londra, sul confine irlandese. Ma a centro della disputa restano anche commercio e sicurezza, pesca e servizi finanziari, diritti di proprietà intellettuale, trasporti ed energia.

Gibilterra

Se le cronache (e i ministri del governo May) hanno avuto molto da ridire sul confine tra le due Irlande che porrebbe la zona Nord sotto una giurisdizione commerciale diversa dal resto della Gran Bretagna, c'è anche un altro confine che preoccupa, quello di Gibilterra. Sotto la giurisdizione inglese da oltre 300 anni, è fonte di più di un ma di pancia: tecnicamente il territorio venne ceduto dalla Spagna alla Gran Bretagna con il Trattato di Utrecht del 1713alla fine della della Guerra di successione spagnola. Nelle clausole del trattato, peò, era imposto che nessun commercio terrestre si sarebbe svolto tra Gibilterra e la Spagna a meno che Gibilterra si trovasse impossibilitata a rifornirsi per mare.