Bruxelles oggi capitale della Brexit. Nella città belga, infatti, oggi si terranno i colloqui tra i rappresentanti Ue (Jean-Claude Juncker e Donald Tusk) e il premier britannico Theresa May.

Le notizie di stampa

Stando ad indiscrezioni di stampa, le basi dell'accordo sarebbero state raggiunte al 90%, in particolar modo sul fronte dei tre nodi principali, quelli voluti dall'Ue e cioè i conti in sospeso di Londra verso l'Unione (ovvero il pagamento anticipato degli impegni presi in sede Ue), la posizione dei cittadini Ue attualmente presenti su territorio inglese e la questione del confine irlandese, quest'ultimo ancora in fase di definizione. Ma i problemi sono tutt'altro che risolti: a fronte di quest'ottimismo dettato dalla stampa (Times) è sempre la stessa stampa, questa volta con il Daily Telegraph, che ricorda come ci siano diverse spaccature tra i conservatori riguardo alcune concessioni fatte dalla May, in particolare sulla giurisdizione della Corte Europea di Strasburgo, giurisdizione che potrebbe essere allungata, a differenza di quanto chiesto dalla frangia più estrema, che invece preferiva un taglio netto. Sempre nei giorni scorsi era stata, nemmeno a dirlo, ancora la stampa a rivelare l'entità economica di un divorzio che per Londra si sta rivelando particolarmente costoso oltre che ispido di incognite: il Financial Times aveva parlato di un esborso che per la capitale britannica avrebbe potuto arrivare fino a 100 miliardi, sebbene le stime più accreditate parlino di un range tra i 44 e i 55 miliardi di euro. Sarebbe infatti questo il pegno da pagare prima di passare allo step successivo, quello della definizione delle nuove regole commerciali, il punto più caro al governo inglese ma anche alle istituzioni finanziarie e agli investitori internazionali. Tutto questo, però, non ha impedito alla sterlina di correre: la divisa inglese, infatti, ha toccato il massimo a 1,3523 rispetto al dollaro.