Il Regno unito sarà ufficialmente fuori dall'Unione Europea il 29 marzo 2019 alle 23.00, quando a Bruxelles (e a Roma) sarà mezzanotte.

A darne l'annuncio ufficiale stamattina, mentre si avviava a conclusione in un clima di scarso ottimismo il sesto round di negoziati tra Londra e la delegazione UE, il Primo Ministro britannico Theresa May, che dalle colonne del Daily Telegraph ha anticipato che giorno e ora esatta della Brexit saranno inseriti "nella prima pagina" del Withdrawal Bill, la legge quadro sul divorzio dall'Ue.

Una data senza sorprese

Non è una sorpresa la data. Dopo il voto del giugno 2016, la premier aveva già fissato il 29 marzo come data di riferimento per l'uscita, una intenzione che ha ribadito, tra difficoltà crescenti sul fronte interno, anche durante il discorso di Firenze del 22 settembre scorso.

Più sorprendente l'ora comunicata: i funzionari europei si aspettavano che l'ora X scattasse alla mezzanotte di Londra, mentre il governo May ha scelto di regolarsi sull'orologio di Bruxelles.

May: andremo fino in fondo

 "Abbiamo fornito questa precisazione per eliminare qualsiasi confusione o inquietudine sul significato dell'espressione Exit day", ha dichiarato David Davies, il ministro del governo conservatore incaricato di gestire la procedura di separazione dal blocco dei 27.

La stessa May ha dichiarato che la decisione di fissare il momento esatto in cui scatteranno gli effetti legali dell'uscita dall'UE mostra la determinazione del suo governo ad andare sino in fondo. La premier vuole inoltre frenare la fronda interna che sta crescendo in vista dell'approvazione della legge, che dopo il via libera in prima lettura alla Camera dei Comuni è ora all'esame dei parlamentari inglesi in seconda lettura, quella in cui vengono presentati gli emendamenti: accoglierà, ha avvertito, suggerimenti per migliorarne il testo, ma resisterà a qualsiasi tentativo di frenare il processo di divorzio.